Regime fiscale e natura della scuola italiana.Il ministro Fioroni prefigura scelte inaccettabili
www.flcgil.it - 13 gennaio 2007
Regime fiscale e natura della scuola italiana.Il ministro Fioroni prefigura scelte inaccettabili
Comunicato stampa di Enrico Panini, Segretario Generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil
E’ giusto alleggerire l’attuale situazione della scuola italiana –
come propone il Ministro Fioroni - per quanto riguarda il regime
fiscale e le donazioni (è infatti straordinario che risulti più
vantaggiosa una donazione verso un soggetto privato che verso una
scuola pubblica) ma questo non può diventare la scusa per fare ben
altro.
In primo luogo sarebbe inaccettabile che questa
proposta venisse realizzata senza assumere alcun impegno concreto per
un piano di investimenti nella scuola statale, visto che in Italia lo
Stato investe troppo poco per la sua scuola (come spende poco per la
ricerca e per l’università).
Per noi non ci sono dubbi che un
miglior regime fiscale non sia neanche lontanamente sostitutivo di
adeguati finanziamenti dallo Stato.
E’ impensabile, poi, che
un diverso regime fiscale possa prefigurare uno snaturamento della
natura pubblica e statale della scuola e determinare una composizione
degli Organi collegali prevedendo un affiancamento con una sorta di
“comitati di gestione finanziaria” con dentro le imprese!
Infine,
per non alimentare ulteriormente nella scuola una dose di insicurezza e
di sconcerto già molto consistente, considerato il bilancio di quello
che è stato chiamato “l’anno ponte”, bisognerebbe valutare prima ciò
che si è fatto in altri Paesi.
Infatti la proposta del
Ministro Fioroni ha il suo archetipo nelle scelte messe in opera da
Blair con l’istituzione delle “Trust Academies”.
Una
operazione che, da un lato, ha comportato una ulteriore forte
privatizzazione delle scuole e, dall’altro, una evidente e netta
discriminazione tra le stesse.
Roma, 13 gennaio 2006

