Quod non fecerunt Moratti et Berlusconi, faciunt Prodi Fioronique ovvero: ubi aziendam faciunt, scholam appellant.
Cobas Scuola Genova - 13 gennaio 2007
Quod non fecerunt Moratti et Berlusconi, faciunt Prodi Fioronique ovvero: ubi aziendam faciunt, scholam appellant.
Notizie sconcertanti e sconfortanti sul destino di ciò che resta della scuola pubblica giungono da Caserta. Si aggiunge un tassello definitivo al progetto di aziendalizzazione e smantellamento della scuola pubblica e, di conseguenza, della Costituzione che sancisce il diritto per tutti ad avere una scuola pubblica ed ugualitaria ed il dovere per lo stato di rendere effettivo tale diritto.
Questo devastante progetto era iniziato col precedente governo di “centrosinistra” (sic!) e con l’allora ministro Berlinguer grazie all’autonomia e alla parità scolastica che regala soldi pubblici alle scuole private. L’attuale governo chiude il cerchio: ora saranno i privati a dare soldi ( non a gratis ma in cambio di agevolazioni fiscali) alle scuole pubbliche. A tutte? A prescindere dall’insopportabile ulteriore aziendalizzazione, abbiamo seri dubbi che le scuole delle degradate periferie metropolitane, per fare un esempio, vedranno affluire copiosi investimenti di soggetti privati: ancora più di oggi si avranno quindi scuole di serie A, B e C.I Dirigenti scolastici per gestire questi eventuali fondi potranno avvalersi di un “comitato esecutivo”, composto dai rappresentanti della scuola e del territorio, vale a dire enti locali, imprese e terzo settore (immagino che il ricco settore del volontariato cattolico si sfreghi le mani pensando a questo ulteriore possibilità di entrare nella scuola, come non bastasse l’insegnamento della religione cattolica e le immissioni in ruolo di migliaia di docenti di religione).
Se un così massiccio ingresso dei privati nella scuola fosse stato proposto dalla Moratti, saremmo stati chiamati a scendere in piazza, ora invece CGIL-CISL-UIL si dichiarano soddisfatte e Andrea Ranieri, responsabile scuola dei DS, sostiene che si tratta di una novità sacrosanta: un’ulteriore riprova ( se ce ne fosse ancora bisogno) di quanto il governo del cosidetto “centrosinistra” sia totalmente allineato ad una logica politica di stampo neoliberista.Ma nel famoso programma non c’erano scritte cose diverse sulla scuola?
Ugo Gabaldi
Cobas Scuola Genova
