Poli formativi
Dipartimento Formazione Ricerca Scuola CGIL Lombardia
Prot.:330 Class.: 327/2
Alle Segreterie CdLT/CdLM
Alle Categorie Regionali
Al Coordinamento FRS
Al Responsabili/Referenti Fondi Interprof.
E p.c. Dipartimento Nazionale Formazione
Ricerca CGIL
Nazionale
Oggetto: riunione Coord. FRS 23/02/06
La riunione del Coordinamento FRS ha toccato i due temi posti all'ordine del giorno. I1 primo punto ha affrontato la questione dei poli formativi, tema rilanciato dalla Regione Lombardia con un "Invito alla presentazione di candidature per la realizzazione di poli formativi quali modelli innovativi di intervento per la competitività del sistema socio-economico lombardo": l'invito, che alleghiamo alla presente comunicazione, in estrema sintesi propone la costituzione di aggregazioni territoriali tra soggetti, quali istituzioni formative e sistema delle imprese, per determinare relazioni più o meno strette al fine di promuovere un'offerta formativa coerente con il fabbisogno di competitività del sistema socio-economico lombardo.
Fino a questo intento dichiarato tutto potrebbe apparire in linea con un interesse comune, ma la criticità emerge in relazione ad altri intenti più o meno espliciti contenuti nell'invito; ci si riferisce alla dichiarata volontà della Regione Lombardia di collocare la "nuova Formazione Tecnica Superiore "all'interno del "nuovo sistema ordinamentale del secondo canale ", in continuità con i percorsi quadriennali di Istruzione e Formazione Professionale per l'assolvimento del Diritto Dovere di Istruzione e Formazione.
In sostanza si intende piegare la consolidata esperienza degli IFTS verso il nuovo doppio canale, che non è più il post secondario del quinquennio ordinamentale conosciuto e definito dall'impianto legislativo nazionale, ma il triennio della qualifica (sperimentazione lombarda) più il quarto anno (di recente avvio) che dovrebbe appunto costituire, secondo il disegno della regione, il post secondario del secondo canale "morattiano".
Oltre alla evidente forzatura, resa ancor più evidente dall'impegno assunto in Conferenza Unificata Stato-Regioni di far slittare l'applicazione del decreto sul secondo ciclo all'a.s. 2007-2008, vi sarebbero secondo noi altri due principali criticità: la prima è riferita al fatto che con la proposta fatta si scavalcano le istituzioni provinciali; la seconda riguarda l'impossibilità di governare la programmazione dell'offerta, se si pensa che manca ogni riferimento in tal senso. Pertanto su questo specifico punto si chiede la massima attenzione e la più puntuale coerenza di tutte le strutture verso le posizioni assunte dall'Organizzazione nei confronti della riforma del sistema di istruzione e formazione professionale disegnato dalla legge 53/03.
II secondo punto trattato ha posto l'attenzione sui Fondi Interprofessionali ed in particolare su FONDIMPRESA. La presenza del compagno R. Pettenello e del v.presidente del Fondo A. Arzuffi ci ha permesso di fare il punto sulla situazione nel modo più puntuale e di chiarire alcuni aspetti di dubbia interpretazione che ancora permeano la gestione e l'utilizzo del fondo. In apertura si è evidenziata l'attuale fase, che è caratterizzata dalla gestione di un processo di sperimentazione che dovrà portare il fondo entro il mese di giugno 2006 alla messa a regime.
Tale processo riguarda essenzialmente la messa a punto di un sistema informativo. E' stato, quindi, chiarito che le risorse finanziarie sono di provenienza pubblica e che altre interpretazioni, al momento, sono faziose e fuorvianti. Gli organismi gestionali del fondo stanno lavorando per la semplificazione delle procedure di accesso e di rendicontazione, senza però abbassare il livello di controllo per un Utilizzo trasparente delle risorse. E' stato poi fatto riferimento alla necessità di rafforzare il sistema di offerta della formazione continua, anche attraverso un coordinamento di tutte le risorse finanziarie finalizzate a tale scopo, in raccordo con le politiche regionali.
Si ribadisce che l'affidamento dei piani formativi va riconosciuto prioritariamente ai soggetti già accreditati dalle normative regionali. Per quanto concerne i piani aziendali, in riferimento al 70% delle risorse da impegnare, rimane centrale il ruolo della RSU, anche se appare del tutto evidente la necessità di fornire alla rappresentanza sindacale un'adeguata formazione per rinforzare/affinare le competenze necessarie a svolgere una funzione reale di valutazione qualitativa dei piani formativi. Unitamente a ciò si evidenzia anche la necessità di attivare un proficuo e stretto raccordo con i livelli di rappresentanza sindacale territoriale, e tra questi ultimi e la struttura regionale.
Sempre in relazione al ruolo della RSU si ribadisce che per la validazione dei piani aziendali è necessaria la firma delle tre sigle sindacali confederali.
Sul piano dell'accessibilità ai finanziamenti, soprattutto delle piccole imprese, è opportuno sostenere un'efficace livello di aggregazione delle imprese. Tale principio vale anche per quanto riguarda le azioni di sistema, in stretta relazione con gli aspetti settoriali e di filiera. Il voucher formativo ha fatto nascere un confronto interno tra i sostenitori tout-court dello strumento di finanziamento e di promozione individuale della formazione e tra chi individua nello stesso un'opportunità, da formalizzarsi attraverso cataloghi condivisi, che non può però essere considerata esaustiva dell'intero fabbisogno di formazione, pena il rischio che il "benefit" venga fagocitato dal mercato dell'offerta, senza restituire un effettivo beneficio al lavoratore e alla formazione effettivamente necessaria.
Infine è arrivata anche un'esortazione nei confronti del sindacato affinché diventi esso stesso agente di promozione del Fondo, per evitare di lasciare il monopolio alle imprese e per rompere l'asse di interlocuzione privilegiata tra le agenzie formative e i responsabili (dell'impresa) del progetto.
Al termine dei lavori della giornata sono state date anche due anticipazioni: la prima riguarda una prossima circolare sulla Legge 236, con la relativa messa a disposizione di risorse finanziarie significative; la seconda riguarda una prossima e grossa iniziativa nazionale di FONDIMPRESA.
In conclusione una considerazione: la ricchezza degli interventi e la buona partecipazione delle strutture fanno intravedere una migliorata sensibilità ai temi della formazione, ed è con questa constatazione dei fatti e con la considerazione ottimistica espressa che vi saluto fraternamente.
Dipartimento FRS
Il Coordinatore
Nando Di Lauro

