I tagli a Milano non finiscono mai
I tagli a Milano non finiscono mai
I
tagli all’organico della scuola elementare del milanese non riguardano
solo i posti comuni, ma anche il sostegno e l’insegnamento della lingua
inglese.
Insegnanti di sostegno
L’organico di
diritto per l’a.s. 2007/2008 è identico a quello di quest’anno: 923
docenti. A questo punto risultano iscritti alla scuola elementare per
il prossimo anno 3990 alunni diversamente abili. Se per ogni insegnante
si calcolano 22 ore settimanali di docenza, quel che risulta è una
media settimanale di 5 ore per alunno. Chiaramente il numero di
insegnanti è del tutto insufficiente, per questo ogni anno verso il
mese di giugno nelle calde stanze dell’Ufficio scolastico regionale si
stabilisce il numero di posti in deroga che devono essere assegnati.
Quest’
anno il numero di insegnanti è più che raddoppiato, in tutto alla fine
sono risultati 2015, cioè sono stati assegnati 1092 posti in deroga a
fronte di 4654 alunni diversamente abili iscritti nelle scuole
elementari del milanese. Quindi oggi 1 classe in cui risulta presente 1
alunno diversamente abile può contare sulla presenza in aula di 1
insegnate di sostegno in media per 9 ore e mezza alla settimana.
È
chiaro che in alcuni casi la presenza in aula dell’insegnante di
sostegno è necessaria per tutto il tempo, mentre in altri casi no.
Capita però che la presenza in aula dell’insegnante di sostegno in
certe scuole è al di sotto delle necessità perché l’organico è
insufficiente. Come al solito disporre di un organico di diritto
nettamente inferiore alle necessità comporta un forte risparmio perché
un posto in deroga costa molto meno allo Stato che un posto in organico
di diritto. Il numero di posti in deroga spesso è anche questo
insufficiente. Lo Stato infatti ritiene più favorevole per le sue casse
rischiare e soddisfare solo le richieste di ulteriori ore di sostegno
che provengono da genitori che ricorrono alla magistratura per fare in
modo che al proprio figlio sia garantito il diritto allo studio. Lo
Stato quindi per risparmiare conta sul fatto che una gran parte di
genitori, pur rendendosi conto del diritto negato ai propri figli, non
avanza ulteriori richieste. È inutile far finta di niente, le cose
vanno proprio così.
Quest’anno per appesantire ulteriormente il
tutto sono cambiate anche le regole per ottenere il “riconoscimento
della condizione di disabilità”
Fino allo scorso anno era
sufficiente che le UONPIA (unità operative di neuropsichiatria)
rilasciassero ai genitori la DF (diagnosi funzionale) e questo bastava
per la richiesta all’atto dell’iscrizione dell’insegnante di sostegno.
Da
quest’anno invece i genitori prima devono rivolgersi alle UONPIA e
richiedere la certificazione specialistica necessaria per poter andare
presso l’ASL e sottoporre il proprio figlio ad una visita collegiale,
così come accade per gli invalidi civili. I genitori una volta ottenuto
il “riconoscimento della condizione di disabilità” devono ritornare
presso le UONPIA per farsi rilasciare la DF e procedere così
all’iscrizione.
Una procedura più complicata, che inoltre
sottopone i bambini ad una visita collegiale presso le ASL, non può che
agire come deterrente nei confronti dei genitori che magari per mille
motivi rinunciano ad avviarla. Per lo Stato l’effetto è tristemente
positivo: se ci sono meno certificazioni, allora ci vogliono meno
insegnanti di sostegno. Attenzione, meno certificazioni, non meno
alunni. I dati noti fino a questo momento un po’ mi insospettiscono:
4654 alunni diversamente abili quest’anno contro i 3990 che risultano,
per il momento, iscritti per il prossimo, cioè 664 alunni in meno
(-14%).
Non sono un esperto, non so se solitamente a questo
punto dell’anno il numero può essere considerato stabile oppure
soggetto ancora a variazioni significative ora dell’inizio dell’anno
scolastico. Il dubbio però resta.
Se come per l’anno in corso
per alunno verranno garantite in media 9 ore e mezza alla settimana,
allora sarebbero necessari solo 800 posti in deroga, con un risparmio
quindi rispetto all’anno in corso di 292 insegnanti. La conclusione per
il momento è solo un’ipotesi che necessariamente andrà verificata, ma
che non si può dire priva di fondamento.
Insegnanti di lingua inglese
L’insegnamento
della lingua inglese nella scuola elementare è affidato a insegnanti
specialiste o a insegnanti specializzate. Ricordo rapidamente che
differenza c’è tra specialiste e specializzate.
Le insegnanti
specialiste insegnano solo inglese, l’organico per ogni scuola è a
parte, cioè non rientra nel conto di 2 insegnanti ogni classe a tempo
pieno o di 3 insegnanti ogni 2 classi a tempo normale.
Le
insegnanti specializzate insegnano inglese e anche altre materie,
rientrano quindi nell’organico assegnato ad ogni scuola secondo i
parametri appena citati. Un insegnante per diventare specializzata deve
seguire un corso di 60 ore.
La Moratti con la finanziaria 2005
ha cercato di ridurre il numero di insegnanti specialiste e aumentare
il numero di insegnanti specializzate. Il discorso è sempre lo stesso:
se si riduce i numero di insegnanti specialiste si risparmiano un sacco
di soldi sui supplenti perché le insegnanti specialiste andrebbero a
occupare posti comuni che in questo momento vengono invece coperti da
insegnanti precari. L’aumento del numero di insegnanti specializzate
deve avvenire invece senza che però aumenti l’organico. Se l’organico
non aumenta bisogna arrangiarsi e quindi per esempio la prima cosa che
si riduce sono le ore di compresenza del tempo pieno. Oltre tutto
affidare l’insegnamento della lingua inglese a un insegnante
specializzata comporta l’aumento del numero di insegnanti per classe e
una frammentazione dell’insegnamento per aree disciplinari. Se un
insegnante specializzata insegna inglese in due classi, vuol dire che
per esempio in una delle due non potrà più insegnare geografia, a
questo punto l’insegnamento di geografia dovrà essere affidato a
un’altra insegnate.
Con la finanziaria 2007, nonostante il
cambio di Governo, si perseguono gli stessi obiettivi posti dalla
Moratti: riduzione di 8000 insegnati specialiste a partire dal
settembre 2007 e riduzione di 4000 insegnanti specialiste a partire dal
settembre 2008: 12000 posti in meno in 2 anni.
Quest’anno
l’organico di diritto per le scuole del milanese è costituito da 466
insegnanti specialiste, mentre l’organico di fatto è costituito da 545
insegnanti specialiste. Ho fatto un conto e sono arrivato a concludere
che più o meno le insegnati specialiste di ruolo a Milano e provincia
sono circa 300, 1 in media per scuola, e che quest’anno in media 1
scuola su 10 non ha in organico di diritto un insegnate specialista.
Ma le cose come andranno il prossimo anno? Neanche a dirlo, male!
L’organico
di diritto per il prossimo anno sarà costituito da 313 insegnanti
specialiste, cioè 153 insegnanti in meno rispetto a quest’anno,
nonostante l’aumento del numero di alunni. Quindi nell’organico di
diritto ci vanno a finire praticamente solo le insegnanti di ruolo. Ad
oggi quasi 1 scuola su 3 non ha in organico di diritto un insegnante
specialista. La riduzione dal punto di vista del risparmio ha il
seguente effetto. Anche se per il prossimo anno, ma non di sicuro per
quello successivo ancora, nessun insegnante specialista sarà costretta
a rientrare sul posto comune, la riduzione dell’organico di diritto
comporta un abbattimento del costo dei supplenti perché tutte le
cattedre in più che verranno assegnate in organico di fatto saranno
coperte da supplenti solo fino al 30 giugno e non fino al 31 agosto.
Inoltre è impensabile che con l’organico di fatto si arrivi come per
quest’anno a 545 insegnanti, prima di tutto perché la finanziaria ha
messo in conto 8000 insegnanti specialisti in meno, e poi perché
l’organico di diritto delle specialiste è già stato ridotto per andare
a compensare la riduzione dell’organico relativo ai posti comuni.
Anche
in questo caso non ci siamo. Se vogliamo tornare a esserci,
incontriamoci a Milano mercoledì 18 aprile alle 17.30 presso la scuola
elementare di via Muzio (MM3 Sondrio).
Milano, 5 aprile 2007
Mario Piemontese

