SEMPRE PIU’ PROBLEMATICA LA SITUAZIONE DELLA SCUOLA MILANESE
SEMPRE PIU’ PROBLEMATICA LA SITUAZIONE DELLA SCUOLA MILANESE
Ormai è certo! Ai tagli sul Tempo Pieno del precedente ministro Moratti seguono quelli del ministro Fioroni.
I
primi dati che l’Ufficio Scolastico Provinciale ha fornito, riferiti
alla sola scuola primaria, sono inequivocabilmente negativi, in
continuità rispetto all’ultimo anno del ministro Moratti.
La
Direzione Scolastica Regionale a fronte di un aumento accertato di 1944
alunni ha assegnato alla provincia di Milano 41 posti in più rispetto
al 2006/2007 per un totale di 15.089 contro i 15.591 che sarebbero
serviti per soddisfare la richiesta di 77 nuove classi e la domanda di
tempo pieno con 116 classi prime in più rispetto alle quinte uscenti.
Nel
2006 nella provincia di Milano mancavano 280 posti per dare risposta
alla domanda di tempo pieno fatta dalle famiglie: 203 scuole furono
coinvolte nei tagli, Oggi ne mancano 502 e soltanto una operazione di
compressione dell’organico di diritto sull’insegnamento della lingua
inglese, la soppressione di 60 classi, l’elevamento del numero alunni
per classe, diverse decine costituite con 27 alunni come richiesto
dalla legge finanziaria, consente al Ufficio Scolastico Provinciale di
chiudere con 220 scuole che subiscono il taglio di un posto
sull’organico di diritto.
Avremmo voluto che il ministro
Fioroni restituisse i posti di tempo pieno tagliati in passato,
restituendo dignità a questo modello didattico come aveva assicurato in
vari atti normativi.
I tagli della finanziaria Tremonti non
hanno un sapore diverso da quelli della finanziaria Padoa Schioppa,
l’una e l’altra non rispondono alla domanda delle famiglie di un tempo
scuola qualificato.
Nonostante le promesse del programma di
governo dell’Unione in difesa del Tempo Pieno si attua una politica del
tempo scuola in perfetta continuità con il recente passato. Il Tempo
Pieno rappresenta, nella tradizione della scuola milanese, un modello
didattico e organizzativo che ha prodotto risultati di qualità. I tagli
di posti in organico che ci sono stati in epoca Moratti hanno
compromesso non poco le possibilità di sopravvivenza di questo modello
cancellando quelle attività qualificate (classi aperte, laboratori,
attività di gruppo, ecc.) che hanno rappresentato un potente antidoto
alla stessa dispersione scolastica e favorito la socializzazione e
l’integrazione degli alunni.
DICIAMO NO A QUESTA SITUAZIONE
che è frutto di una legge finanziaria che punta all’aumento del
rapporto allievi per classe dello 0,4 in più rispetto all’anno in corso
(dal 20,6 al 21) calcolato come valore medio nazionale, costruito
mettendo nello stesso calderone territori diversi, città e piccole
isole, aree metropolitane e piccole comunità montane. Nella nostra
provincia il rapporto complessivo era già ben oltre il 21!
FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA
DICONO NO a questa politica di sforbiciate alla qualità della scuola
pubblica milanese: Non è sopportabile che sulle nostre scuole ricada
sempre e soltanto la politica del risparmio imposto da leggi
finanziarie e mai la politica dell’investimento e della valorizzazione
del lavoro.
FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA
promuoveranno ogni iniziativa per modificare questo stato di cose,
coinvolgendo le rappresentanze politiche parlamentari locali per
ottenere un cambio di rotta nella politica scolastica, avvieranno una
capillare azione di informazione e di mobilitazione in tutte le scuole.

