Quanto valgono le parole
Quanto valgono le parole
C'è in giro aria di elezioni, e con essa arrivano dichiarazioni di intenti e le inevitabili promesse.
Alla
"scorrettezza" del ministro Fioroni nei confronti dei dirigenti
scolastici e dei sindacati lombardi, fa da contrappunto la (apparente)
disponibilità di Prodi il quale ieri si è visto contestare da genitori
e insegnanti bolognesi che fanno capo ai movimenti a favore del Tempo
Pieno e di una buona scuola.
Il movimento, grazie a Bologna
(infinitamente grazie) è riuscito finalmente a ottenere quello spazio
mediatico che gli era stato negato per sei anni e a trasformare il
problema degli organici in questione nazionale.
Della
contestazione ha parlato ieri il TG sebbene di straforo e oggi è
passata dalle pagine bolognesi di Repubblica alla stampa nazionale
tutta.
Leggo sulla rassegna stampa della Flc articoli dalle edizioni
nazionali di Corriere, Repubblica, Unità, che sbandierano l'ennesima
dichiarazione di intenti del premier: «Stiamo per presentare un disegno
di legge intitolato "Norme urgenti in materia di istruzione" che avrà
la precedenza nel cammino legislativo – ha spiegato Prodi – per il
ripristino della norma abrogata dalla Moratti sul tempo pieno, come
modello educativo, e lo mettiamo in procedura accelerata».
La
Bastico che ultimamente si è contraddistinta per aver detto tutto e il
contrario di tutto quanto "non fatto" spacciandolo come attuazione
piena del programma dell'Unione sulla scuola, ha dichiarato: «La
scolarizzazione prolungata nella scuola dell´infanzia e alla primaria
permette di dare a tutti i cittadini italiani pari opportunità e di
combattere la dispersione scolastica». Non ce ne eravamo accorti,
infatti ci piaceva difendere il TP per puro spirito di contraddizione
contro il tagli, pardon! le razionalizzazioni di spesa, presenti in
finanziaria, e non come mezzo per attuare l' articolo 3 della Carta
Costituzionale.
Ma è tempo di elezioni, un premier può anche
arrivare a promettere l'impromettibile (?). Credo sappia bene quanto
deve alla scuola per il risultato elettorale, anche se finora sembra
essersi guardato bene dal ricordarlo.
Ora è tempo di elezioni,
bisogna aprire spiragli di speranza. Quanto valgono le parole lo
vedremo a breve, a settembre. Intanto non facciamo l'errore fatto nel
settembre scorso e non riprendiamo il sonno che ci ha colpiti a causa
della sindrome da "governo di centrosinistra" rifiutando di vedere che
la direzione presa era in perfetta continuità con la linea del governo
precedente.
La Scuola è la SCUOLA, non può permettersi di avere governi amici, vieppiù per come è stata svilita negli ultimi 20 anni.
Non
abbassiamo la guardia, continuiamo a tenere gli occhi ben spalancati, a
riprendere i mano le fila della contestazione, a gridare per tutto
quello che non ci va bene, a cercare di farci sentire. Forse così
finirà il silenzio assordante che circonda tante realtà scolastiche che
subiscono come ineluttabile tutto quello che sulla scuola cade e non
hanno la forza, la volontà e la determinazione dei genitori e degli
insegnanti bolognesi di farsi sentire scendendo in piazza per
rivendicare il giusto diritto a una scuola di qualità. Forse così tanti
altri insegnanti e genitori apriranno finalmente gli occhi.
Cagliari, 1 aprile 2007
Patrizia Tanda

