SCHEDE DI VALUTAZIONE: LA MORATTI È VIVA E LOTTA INSIEME A LORO
SCHEDE DI VALUTAZIONE: LA MORATTI È VIVA E LOTTA INSIEME A LORO
Ho
appena letto la nota firmata dal Ministro Fioroni sulla prossima scheda
di valutazione nella scuola primaria e sono rimasto disgustato: in
poche righe si fa riferimento alla valutazione degli apprendimenti “ivi
compresi gli insegnamenti e le attività facoltativo-opzionali e del
comportamento degli alunni" Con queste parole, rispettose perfino alla
lettera dello stile Aprea-Moratti, si legittima lo spezzatino orario
che la nota del 31 agosto e soprattutto le successive dichiarazioni
della viceministra Bastico, rese di fronte a migliaia di insegnanti in
tutta Italia, avevano dato per superato e si ribadisce la valutazione
del comportamento, legittimando in questo, e solleticando, anche i
peggiori esempi di un fare scuola che ci eravamo illusi di aver
sconfitto.
Ora ministro e viceministra non dicano che noi possiamo
in autonomia fare scelte diverse, come per altro abbiamo fatto a
Bologna anche nell'era morattiana tirandoci dietro anche le minacce a
mezzo stampa della dottoressa Stellacci.
Il problema non è quello di tutelare il mio circolo o gli altri istituti bolognesi, che già lo scorso anno in maggioranza avevano consegnato alle famiglie una scheda di valutazione senza il giudizio sintetico sul comportamento e senza la valutazione specifica delle ore opzionali. Il problema è il messaggio che "anche in via amministrativa" Fioroni e Bastico stanno dando alle scuole italiane, facendo sopravvivere le peggiori scelte pedagogiche della riforma morattiana.
Sanno benissimo quante aspettative si
erano create nella scuola primaria dopo gli interventi all'avvio
dell'anno scolastico, almeno sulle questioni che non costano soldi.
Ma
già sulla delicatissima questione delle Indicazioni Nazionali,
l'incoerenza tra riconoscimento dell'autonomia nella scelta tra
programmi e indicazioni e la mancata emanazione di una nota
all'editoria scolastica che questa scelta rendesse effettiva ha
suscitato le prime proteste dalle scuole.
L'emanazione poi di questa
nota sulla scheda di valutazione è una vera pugnalata alle spalle di
tutte e tutti coloro che hanno difeso con le unghie la scuola pubblica
in questi difficili anni e che hanno contribuito in maniera decisiva
alla sconfitta elettorale del centro destra.
Eppure, sarebbe bastato
poco per dare un segnale chiaro sulla scheda di valutazione, con un
modello di scheda ministeriale (magari "suggerito", per carità!) che
riprendesse nella sostanza la sobria scheda di valutazione in vigore
prima della legge Moratti. Invece hanno scelto di lasciare anche su
questo la scuola nel caos.
A distanza di qualche chilometro avremo
le schede di valutazione premorattiane per certi alunni e un bel voto
di condotta per altri, condito con tanti bei votini sulle materie
opzionali nati dallo spezzatino orario ora tornato alla ribalta.
E’
questa la scuola che vogliono? E’ questa l’autonomia? Altro che
Finanziaria! Potremmo anche avere le casse piene, ma la loro idea di
scuola resterebbe comunque lontana dalla nostra.
Bologna, 16 novembre 2006
Mirco Pieralisi

