Il Popolo del tempo pieno tornerà in piazza
Il Popolo del tempo pieno tornerà in piazza
Centinaia di genitori ed insegnanti in giro per Bologna, oggi: nel primo pomeriggio ad accogliere il Ministro, verso sera in assemblea.
Il ministro Fioroni si trovava oggi a Bologna per
un simpatico convegno sulla sussidiarietà nell’impresa e nella scuola,
con scuole private, ciellini, salesiani, assessori e Bersani.
Per fortuna, ad occuparsi di scuola pubblica statale, c’erano tante mamme, papà maestre e maestri, con striscioni e cartelli che chiedevano il tempo pieno per tutti coloro che ne fanno richiesta.
Come anche più
tardi hanno ribadito nell’affollata assemblea alla Scuola Zamboni,
genitori ed insegnanti sono tutt’altro che rassicurati dalle promesse
del Ministero, seguite alle catastrofiche comunicazioni dell’Ufficio
Scolastico Provinciale dei giorni precedenti, che sembravano porre la
parola fine all’esperienza del tempo pieno.
Il Ministro e gli uomini
del suo staff hanno dichiarato che l’assegnazione dell’organico di
diritto riuscirà a soddisfare le domande di tempo pieno “consolidato”,
naturalmente solo per quest’anno, visto che non esiste alcuna norma di
legge che riconosca il tempo pieno come modello educativo e didattico.
A fronte della domanda crescente di tempo pieno (+ 10% con le ultime
iscrizioni), sono state fatte promesse (dal ci impegneremo del capo di
gabinetto al ma… vedremo c’è anche Palermo… del ministro) giudicate
generiche e non attendibili su un incremento di posti nell’organico “di
fatto”, che è noto essere una specie di lotteria di primavera.
Soprattutto,
di fronte alla richiesta precisa di una legge e di regole certe sul
modello didattico del tempo pieno, non è prevista nessun tipo di
iniziativa da parte del ministero: su questo nemmeno una vaga promessa.
L’assemblea
ha rifiutato la divisione tra aventi diritto (magari perché nati nella
via giusta) al tempo pieno e gli “ultimi arrivati”, che hanno il torto
di trovarsi negli istituti dove sono state richieste classi a TP in più.
“Il tempo pieno deve essere garantito per legge a tutti coloro che lo chiedono, con le 40 ore, i due insegnanti per classe e le quattro ore di compresenza.”
Nel clima appassionato dell’assemblea è stato deciso che venerdì 16 marzo il popolo del tempo pieno scenderà in piazza per manifestarsi e per manifestare, come ai tempi della Moratti, perché una legge per il tempo pieno non c’è mentre la legge 53 non è stata abrogata.
Ad aprire il corteo sarà proprio la scuola Zamboni, dove i genitori hanno “osato” chiedere una classe a tempo pieno in più.
Bologna, 10 marzo 2007

