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La lezione di Bologna

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di Mario Piemontese

La lezione di Bologna

A Bologna in questi giorni si è verificato un evento importante: la politica del Governo sulla Scuola è stata definitivamente smascherata. In molti da tempo ne sostenevano la falsità, ma finalmente ci sono le prove e sono peraltro schiaccianti. È inutile riprendere le questioni in dettaglio punto per punto, l’elenco è lungo: si potrebbe partire dalla mancata abrogazione della riforma Moratti, per passare alla devastante legge finanziaria, e arrivare in fine al decreto legge che estende alle scuole il regime fiscale previsto per le fondazioni. Sostenere oggi che in fatto di politica scolastica non ci sia continuità tra il passato e l’attuale Governo è impossibile

A Bologna l’Ufficio scolastico provinciale ha annunciato che il tempo pieno per il prossimo anno non sarà garantito a nessuno, l’organico per le prime sarà assegnato solo per 30 ore e se si vorrà far salire il tempo scuola a 40 ore, allora bisognerà che in tutte le altre classi si rinunci alle ore di compresenza. A Bologna il Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale si è fatto carico di dire effettivamente come stanno le cose. La schiettezza e l’onestà del Dirigente non sono state però particolarmente gradite dal Sottosegretario Bastico, che si è affrettato a dichiarare: “Con il Ministero dell’Economia stiamo avviando un confronto al fine di ottenere un aumento del numero dei docenti per rafforzare gli organici di diritto.”. Tanto meno sono state gradite dallo stesso Ministro Fioroni che si è guadagnato una forte contestazione proprio a Bologna e che domani 19 marzo sarà personalmente presente a Milano all’incontro tra Direzione scolastica regionale e Sindacati per dirimere la questione sugli organici della scuola elementare. Per dirne una in maniera molto chiara a Milano e provincia mancano all’appello 500 insegnanti per garantire il tempo pieno il prossimo anno.

A Bologna non c’è stato nessun accordo tra Uffici periferici del Ministero e Sindacati, solo a posteriori il Ministero ha cercato di correre ai ripari offrendo qualche insegnante in più per cercare di far rientrare la protesta, ma ormai era troppo tardi, venerdì scorso infatti Piazza Maggiore era stracolma di persone che alle favole del Governo ormai non credono più.

Ma chi può credere ancora che la stessa “cura” prevista dal Governo per Bologna, non sia prevista per tutto il resto del Paese? Nessuno. E allora perché i Sindacati continuano a far finta di niente in attesa che dal Ministero venga autorizzato regione per regione qualche insegnante in più, senza rendersi conto che la questione non è di portata locale bensì nazionale?
È necessario sospendere qualsiasi tipo di confronto con il Ministero, mancano le condizioni minime perché questo accada, le proposte che arrivano sono assolutamente inaccettabili. Bisogna passare ad informare capillarmente tutte le scuole di quello che effettivamente sta succedendo e promuovere la mobilitazione contro questa politica devastante del Governo. Non si può condannare la politica dei tagli all’organico del tempo pieno e poi mettere tutto a tacere se qualche posto in più viene sganciato.

L’altra questione forte che Bologna in questi giorni ha posto, oltre alla garanzia del tempo pieno attraverso organici adeguati, è la necessità di una legge che tuteli il tempo pieno. Se ci fosse una legge a garantire il tempo pieno, allora non sarebbe necessario anno dopo anno combattere per avere un organico che ne permetta l’effettiva realizzazione. Questa legge non c’è, o meglio in Parlamento una legge è stata presentata, la Legge popolare per una buona scuola, ma per il momento è stata completamente ignorata. Il Sottosegretario Bastico sostiene invece che una legge non è necessaria, la riforma Moratti dal punto di vista normativo garantisce il tempo pieno, il problema è solo una questione di organici. Siamo al paradosso: la riforma Moratti che ha abrogato il tempo pieno è la norma che ne garantisce l’esistenza.

Ecco, questa è per me la lezione che è arrivata in questi giorni da Bologna. Sta a tutti noi a questo punto saperla cogliere e rilanciare.

Milano, 18 marzo 2007

Mario Piemontese

Last modified 2007-04-04 16:31
 

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