La lezione di Bologna
La lezione di Bologna
A Bologna in questi
giorni si è verificato un evento importante: la politica del Governo
sulla Scuola è stata definitivamente smascherata. In molti da tempo ne
sostenevano la falsità, ma finalmente ci sono le prove e sono peraltro
schiaccianti. È inutile riprendere le questioni in dettaglio punto per
punto, l’elenco è lungo: si potrebbe partire dalla mancata abrogazione
della riforma Moratti, per passare alla devastante legge finanziaria, e
arrivare in fine al decreto legge che estende alle scuole il regime
fiscale previsto per le fondazioni. Sostenere oggi che in fatto di
politica scolastica non ci sia continuità tra il passato e l’attuale
Governo è impossibile
A Bologna l’Ufficio scolastico
provinciale ha annunciato che il tempo pieno per il prossimo anno non
sarà garantito a nessuno, l’organico per le prime sarà assegnato solo
per 30 ore e se si vorrà far salire il tempo scuola a 40 ore, allora
bisognerà che in tutte le altre classi si rinunci alle ore di
compresenza. A Bologna il Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale
si è fatto carico di dire effettivamente come stanno le cose. La
schiettezza e l’onestà del Dirigente non sono state però
particolarmente gradite dal Sottosegretario Bastico, che si è
affrettato a dichiarare: “Con il Ministero dell’Economia stiamo
avviando un confronto al fine di ottenere un aumento del numero dei
docenti per rafforzare gli organici di diritto.”. Tanto meno sono state
gradite dallo stesso Ministro Fioroni che si è guadagnato una forte
contestazione proprio a Bologna e che domani 19 marzo sarà
personalmente presente a Milano all’incontro tra Direzione scolastica
regionale e Sindacati per dirimere la questione sugli organici della
scuola elementare. Per dirne una in maniera molto chiara a Milano e
provincia mancano all’appello 500 insegnanti per garantire il tempo
pieno il prossimo anno.
A Bologna non c’è stato nessun accordo
tra Uffici periferici del Ministero e Sindacati, solo a posteriori il
Ministero ha cercato di correre ai ripari offrendo qualche insegnante
in più per cercare di far rientrare la protesta, ma ormai era troppo
tardi, venerdì scorso infatti Piazza Maggiore era stracolma di persone
che alle favole del Governo ormai non credono più.
Ma chi può
credere ancora che la stessa “cura” prevista dal Governo per Bologna,
non sia prevista per tutto il resto del Paese? Nessuno. E allora perché
i Sindacati continuano a far finta di niente in attesa che dal
Ministero venga autorizzato regione per regione qualche insegnante in
più, senza rendersi conto che la questione non è di portata locale
bensì nazionale?
È necessario sospendere qualsiasi tipo di
confronto con il Ministero, mancano le condizioni minime perché questo
accada, le proposte che arrivano sono assolutamente inaccettabili.
Bisogna passare ad informare capillarmente tutte le scuole di quello
che effettivamente sta succedendo e promuovere la mobilitazione contro
questa politica devastante del Governo. Non si può condannare la
politica dei tagli all’organico del tempo pieno e poi mettere tutto a
tacere se qualche posto in più viene sganciato.
L’altra
questione forte che Bologna in questi giorni ha posto, oltre alla
garanzia del tempo pieno attraverso organici adeguati, è la necessità
di una legge che tuteli il tempo pieno. Se ci fosse una legge a
garantire il tempo pieno, allora non sarebbe necessario anno dopo anno
combattere per avere un organico che ne permetta l’effettiva
realizzazione. Questa legge non c’è, o meglio in Parlamento una legge è
stata presentata, la Legge popolare per una buona scuola, ma per il
momento è stata completamente ignorata. Il Sottosegretario Bastico
sostiene invece che una legge non è necessaria, la riforma Moratti dal
punto di vista normativo garantisce il tempo pieno, il problema è solo
una questione di organici. Siamo al paradosso: la riforma Moratti che
ha abrogato il tempo pieno è la norma che ne garantisce l’esistenza.
Ecco,
questa è per me la lezione che è arrivata in questi giorni da Bologna.
Sta a tutti noi a questo punto saperla cogliere e rilanciare.
Milano, 18 marzo 2007
Mario Piemontese

