Effetti della Finanziaria: fine del tempo pieno a Bologna ? Si apre una fase di dura mobilitazione.
Fine del tempo pieno nella provincia di Bologna?
Nella nostra regione le tabelle redatte dal M.P.I. per l’assegnazione
dei posti di organico per l’A.S. 2007/2008 prevedono un aumento
complessivo della popolazione scolastica di 13.343 alunni e un taglio
di 60 posti da effettuarsi nella secondaria di I grado e di II grado.
Vediamo la nostra situazione di partenza, ovvero i numeri della scuola bolognese dopo 5 anni di cura Moratti:
- 13.000 studenti in più, con un incremento del 40% dei ragazzi disabili e il boom dei ragazzi stranieri
- 451 classi in più con 132 posti di insegnamento in meno
-
la media di studenti per classe è cresciuta nei 5 anni dello 0.9 per
tutti gli ordini di scuola e di 1 nella scuola primaria: più del doppio
di quanto ora preveda la legge finanziaria come obiettivo nazionale da
raggiungere.
La scuola bolognese ha già dato e non può sopportare gli ulteriori tagli previsti dall’applicazione meccanica della Finanziaria.
Per la scuola primaria ciò che ora si prevede è un aumento di 509
ragazzi e un taglio di 73 posti rispetto agli insegnanti attualmente in
servizio: ne servirebbero, mantenendo il parametro attuale
alunni/docenti 117 in più! La situazione bolognese è già molto più
critica della media regionale: molto più spezzatino di modelli
didattici, fine da tempo di ogni organico funzionale, margini di
flessibilità rispetto alle complessità crescenti che ormai non esistono.
Ora l’idea dell’USP di Bologna per far entrare l’organico nel numero
attribuito dall’USR è di ridurre solo gli insegnanti assegnati al tempo
pieno in questo modo:
• mantenimento dei 2 insegnanti in tutte le classi a tempo pieno funzionanti dalla 2° alla 5°
• diminuzione di 1 insegnante sulle classi 1° a tempo pieno.
Questo modo di procedere non trova supporto normativo in nessuna
disposizione ministeriale e regionale; non garantisce un effettivo
tempo scuola di 40 ore alle famiglie; destruttura gradualmente ma in
modo irreversibile il tempo pieno in tutti i plessi scolastici, nel
territorio in cui il tempo pieno è nato con il concorso determinante
degli Enti locali.
L’Amministrazione si assume la
responsabilità di realizzare in questo territorio lo smantellamento
definitivo del tempo pieno che Moratti non è riuscita compiutamente a
fare, nonostante il messaggio rassicurante verso insegnanti e famiglie
del ministro Fioroni all’inizio dell’anno e del nuovo governo.
Queste organizzazioni sindacali reclamano il rispetto della normativa vigente per:
1. la formazione delle classi secondo i parametri del D.M. n. 331/98 e del D.M n.. 141/99 e successive modificazioni;
2.
il mantenimento nell’A.S. 2007/08 del numero di classi a tempo pieno
attive nella scuola primaria in questo e nei precedenti anni
scolastici, con l’assegnazione di due docenti per classe;
3. il mantenimento dell’organizzazione modulare, con le eventuali integrazioni già assegnate per il corrente A.S.;
4. l’attribuzione delle dotazioni organiche relative alle lingue straniere, secondo l’ordinamento vigente .
5.
si impegnano inoltre a segnalare alla Procura della Repubblica ogni
violazione, nella costituzione delle classi, della L.626/94 relativa
alle norme di sicurezza.
Il sindacato non è disposto a liquidare il tempo pieno e la qualità della scuola elementare bolognese.
Si apre una fase di dura mobilitazione. Chiamiamo dunque i dirigenti
scolastici a determinare un organico di diritto congruo con i piani
dell’offerta formativa delle scuole e chiamiamo le RSU, i collegi
docenti, tutti i lavoratori della scuola primaria bolognese e i
genitori a difendere in ogni modo la qualità della scuola e il diritto
allo studio di tutte le bambine e i bambini di questo territorio.
FLC CGIL, CISL scuola, UIL scuola.
Sandra Soster, Patrizia Prati, Domenico Cassino
Bologna 26 febbraio 2007

