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Lettera al Presidente del Consiglio

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31 marzo 2007

Lettera al Presidente del Consiglio

Sig. Presidente del Consiglio,

ci permettiamo di ricordarLe quanto scritto nel Suo programma di governo riguardo al tempo pieno, che sottoscriviamo parola per parola, ma che è invece contraddetto, parola per parola, da quanto sta invece concretamente succedendo in tutta Italia dove le legittime scelte delle famiglie non sono soddisfatte (a Bologna 2500 bambini non avranno il tempo pieno poiché sono state negate 102 prime, costrette appunto alle riduzioni d’orario apportate dalla Moratti).

“Deve essere garantito più tempo scuola e vanno eliminate le riduzioni dell’orario di tutti apportate dalla Moratti.
PUNTIAMO ALLA VALORIZZAZIONE DEL TEMPO PIENO RIPRISTINANDONE LA NORMATIVA NAZIONALE, da valorizzare come modello didattico, con il riconoscimento della pari valenza educativa di tutte le attività proposte”

(dal: “Programma di governo 2006-2011”
“INVESTIRE SULLA SCUOLA”* pag. 227)

Le chiediamo di mantenere quanto promesso al momento del voto: tempo pieno vero garantito, valorizzato, riconosciuto per legge.


* a proposito di investimenti sulla scuola: lo sa che, taglio dopo taglio, la scuola pubblica è in ginocchio, con bilanci da incubo e senza più nemmeno un euro per pagare i supplenti?

L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE BOLOGNESI



LE SCUOLE TORNANO IN PIAZZA

- perché il tempo pieno deve essere un diritto garantito a tutti coloro che lo richiedono

- perché la legge Moratti l’ha abolito e una legge sul tempo pieno non c’è

- perchè lo spezzatino di 27 ore di scuola + 3 facoltative + 10 di mensa, con la girandola di insegnanti, non è tempo pieno

- perché non vogliamo un servizio di custodia per bambine e bambine ma una scuola con un progetto educativo serio e collaudato, e un modello chiaro uguale per tutti da scegliere in alternativa al modulo di 30 ore

- perché siamo stanchi di sentirci offrire pacchetti-orario diversi di scuola in scuola come se fossimo al supermercato o in una agenzia di viaggi

- perché non ci interessa la competizione tra le scuole per assicurarsi “clienti” ma la certezza di una scuola pubblica unitaria, cooperante e di qualità

- perché tempo pieno vuol dire due insegnanti per classe, con 4 ore di compresenza per tutte le uscite, per aiutare chi è in difficoltà, per integrare chi arriva da un paese diverso, per lavorare in piccoli gruppi e in laboratorio

- perché il tempo pieno dà la possibilità di conoscersi e lavorare meglio, con tempi che rispettano quelli delle bambine e dei bambini

- perché non ne possiamo più di mobilitarci ogni anno per strappare ciò che ci è dovuto

- perché non vogliamo che a qualcuno sia concesso e a qualcun altro no

- perché anche quest’anno, anche con il nuovo ministro, anche a Bologna, propongono le “30 ore” o le “40 ore a spezzatino” a chi ha chiesto il tempo pieno vero

- perché non vogliamo che la richiesta di classi in più a tempo pieno, a Bologna e in tutta Italia, sia considerata irricevibile dai ragionieri del ministero

- perché anche grazie al tempo pieno la scuola pubblica può assolvere al principio costituzionale di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

- perché a Bologna come a Palermo, Napoli, Roma, Milano...il tempo pieno è un diritto per chi ne fa richiesta.


PERCHÉ TUTTA LA SCUOLA PUBBLICA STATALE,
DALLA MATERNA ALLE MEDIE SUPERIORI
È UN INVESTIMENTO SUL FUTURO,
NON HA BISOGNO DI TAGLI
MA DI NUOVE GRANDI RISORSE


L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE BOLOGNESI


LE SCUOLE SCENDONO IN PIAZZA

- perché il tempo pieno deve essere un diritto garantito a tutti coloro che lo richiedono

- perché la legge Moratti l’ha abolito e una legge sul tempo pieno non c’è

- perchè lo spezzatino di 27 ore di scuola + 3 facoltative + 10 di mensa, con la girandola di insegnanti, non è tempo pieno

- perché non vogliamo un servizio di custodia per bambine e bambine ma una scuola con un progetto educativo serio e collaudato, e un modello chiaro uguale per tutti da scegliere in alternativa al modulo di 30 ore

- perché siamo stanchi di sentirci offrire pacchetti-orario diversi di scuola in scuola come se fossimo al supermercato o in una agenzia di viaggi

- perché non ci interessa la competizione tra le scuole per assicurarsi “clienti” ma la certezza di una scuola pubblica unitaria, cooperante e di qualità

- perché tempo pieno vuol dire due insegnanti per classe, con 4 ore di compresenza per tutte le uscite, per aiutare chi è in difficoltà, per integrare chi arriva da un paese diverso, per lavorare in piccoli gruppi e in laboratorio

- perché il tempo pieno dà la possibilità di conoscersi e lavorare meglio, con tempi che rispettano quelli delle bambine e dei bambini

- perché non ne possiamo più di mobilitarci ogni anno per strappare ciò che ci è dovuto

- perché non vogliamo che a qualcuno sia concesso e a qualcun altro no

- perché anche quest’anno, anche con il nuovo ministro, anche a Bologna, propongono “30 ore” o “spezzatino” a chi ha chiesto il tempo pieno

- perché non vogliamo che la richiesta di classi in più a tempo pieno, a Bologna e in tutta Italia, sia considerata irricevibile dai ragionieri del ministero

- perché anche grazie al tempo pieno la scuola pubblica può assolvere al principio costituzionale di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

- perché a Bologna come a Palermo, Napoli, Roma, Milano...il tempo pieno è un diritto per chi ne fa richiesta.

PERCHÉ TUTTA LA SCUOLA PUBBLICA STATALE, DALLA MATERNA ALLE MEDIE SUPERIORI È UN INVESTIMENTO SUL FUTURO, NON HA BISOGNO DI TAGLI MA DI NUOVE GRANDI RISORSE

L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE BOLOGNESI

Last modified 2007-04-04 17:50
 

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