Lettera al Presidente del Consiglio
Lettera al Presidente del Consiglio
Sig. Presidente del Consiglio,
ci
permettiamo di ricordarLe quanto scritto nel Suo programma di governo
riguardo al tempo pieno, che sottoscriviamo parola per parola, ma che è
invece contraddetto, parola per parola, da quanto sta invece
concretamente succedendo in tutta Italia dove le legittime scelte delle
famiglie non sono soddisfatte (a Bologna 2500 bambini non avranno il
tempo pieno poiché sono state negate 102 prime, costrette appunto alle
riduzioni d’orario apportate dalla Moratti).
“Deve essere garantito più tempo scuola e vanno eliminate le riduzioni dell’orario di tutti apportate dalla Moratti.
PUNTIAMO
ALLA VALORIZZAZIONE DEL TEMPO PIENO RIPRISTINANDONE LA NORMATIVA
NAZIONALE, da valorizzare come modello didattico, con il riconoscimento
della pari valenza educativa di tutte le attività proposte”
(dal: “Programma di governo 2006-2011”
“INVESTIRE SULLA SCUOLA”* pag. 227)
Le chiediamo di mantenere quanto promesso al momento del voto: tempo pieno vero garantito, valorizzato, riconosciuto per legge.
*
a proposito di investimenti sulla scuola: lo sa che, taglio dopo
taglio, la scuola pubblica è in ginocchio, con bilanci da incubo e
senza più nemmeno un euro per pagare i supplenti?
L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE BOLOGNESI
LE SCUOLE TORNANO IN PIAZZA
- perché il tempo pieno deve essere un diritto garantito a tutti coloro che lo richiedono
- perché la legge Moratti l’ha abolito e una legge sul tempo pieno non c’è
-
perchè lo spezzatino di 27 ore di scuola + 3 facoltative + 10 di mensa,
con la girandola di insegnanti, non è tempo pieno
- perché non
vogliamo un servizio di custodia per bambine e bambine ma una scuola
con un progetto educativo serio e collaudato, e un modello chiaro
uguale per tutti da scegliere in alternativa al modulo di 30 ore
-
perché siamo stanchi di sentirci offrire pacchetti-orario diversi di
scuola in scuola come se fossimo al supermercato o in una agenzia di
viaggi
- perché non ci interessa la competizione tra le scuole
per assicurarsi “clienti” ma la certezza di una scuola pubblica
unitaria, cooperante e di qualità
- perché tempo pieno vuol dire
due insegnanti per classe, con 4 ore di compresenza per tutte le
uscite, per aiutare chi è in difficoltà, per integrare chi arriva da un
paese diverso, per lavorare in piccoli gruppi e in laboratorio
-
perché il tempo pieno dà la possibilità di conoscersi e lavorare
meglio, con tempi che rispettano quelli delle bambine e dei bambini
- perché non ne possiamo più di mobilitarci ogni anno per strappare ciò che ci è dovuto
- perché non vogliamo che a qualcuno sia concesso e a qualcun altro no
-
perché anche quest’anno, anche con il nuovo ministro, anche a Bologna,
propongono le “30 ore” o le “40 ore a spezzatino” a chi ha chiesto il
tempo pieno vero
- perché non vogliamo che la richiesta di
classi in più a tempo pieno, a Bologna e in tutta Italia, sia
considerata irricevibile dai ragionieri del ministero
- perché
anche grazie al tempo pieno la scuola pubblica può assolvere al
principio costituzionale di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico
e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”
- perché a Bologna come a Palermo, Napoli, Roma, Milano...il tempo pieno è un diritto per chi ne fa richiesta.
PERCHÉ TUTTA LA SCUOLA PUBBLICA STATALE,
DALLA MATERNA ALLE MEDIE SUPERIORI
È UN INVESTIMENTO SUL FUTURO,
NON HA BISOGNO DI TAGLI
MA DI NUOVE GRANDI RISORSE
L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE BOLOGNESI
LE SCUOLE SCENDONO IN PIAZZA
- perché il tempo pieno deve essere un diritto garantito a tutti coloro che lo richiedono
- perché la legge Moratti l’ha abolito e una legge sul tempo pieno non c’è
-
perchè lo spezzatino di 27 ore di scuola + 3 facoltative + 10 di mensa,
con la girandola di insegnanti, non è tempo pieno
- perché non
vogliamo un servizio di custodia per bambine e bambine ma una scuola
con un progetto educativo serio e collaudato, e un modello chiaro
uguale per tutti da scegliere in alternativa al modulo di 30 ore
-
perché siamo stanchi di sentirci offrire pacchetti-orario diversi di
scuola in scuola come se fossimo al supermercato o in una agenzia di
viaggi
- perché non ci interessa la competizione tra le scuole
per assicurarsi “clienti” ma la certezza di una scuola pubblica
unitaria, cooperante e di qualità
- perché tempo pieno vuol dire
due insegnanti per classe, con 4 ore di compresenza per tutte le
uscite, per aiutare chi è in difficoltà, per integrare chi arriva da un
paese diverso, per lavorare in piccoli gruppi e in laboratorio
-
perché il tempo pieno dà la possibilità di conoscersi e lavorare
meglio, con tempi che rispettano quelli delle bambine e dei bambini
- perché non ne possiamo più di mobilitarci ogni anno per strappare ciò che ci è dovuto
- perché non vogliamo che a qualcuno sia concesso e a qualcun altro no
-
perché anche quest’anno, anche con il nuovo ministro, anche a Bologna,
propongono “30 ore” o “spezzatino” a chi ha chiesto il tempo pieno
-
perché non vogliamo che la richiesta di classi in più a tempo pieno, a
Bologna e in tutta Italia, sia considerata irricevibile dai ragionieri
del ministero
- perché anche grazie al tempo pieno la scuola
pubblica può assolvere al principio costituzionale di “rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno
sviluppo della persona umana”
- perché a Bologna come a Palermo, Napoli, Roma, Milano...il tempo pieno è un diritto per chi ne fa richiesta.
PERCHÉ
TUTTA LA SCUOLA PUBBLICA STATALE, DALLA MATERNA ALLE MEDIE SUPERIORI È
UN INVESTIMENTO SUL FUTURO, NON HA BISOGNO DI TAGLI MA DI NUOVE GRANDI
RISORSE
L’ASSEMBLEA GENITORI INSEGNANTI DELLE SCUOLE BOLOGNESI

