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SCHEDE DI VALUTAZIONE: LA MORATTI È VIVA E LOTTA INSIEME A LORO

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di Mirco Pieralisi

SCHEDE DI VALUTAZIONE: LA MORATTI È VIVA E LOTTA INSIEME A LORO

Ho appena letto la nota firmata dal Ministro Fioroni sulla prossima scheda di valutazione nella scuola primaria e sono rimasto disgustato: in poche righe si fa riferimento alla valutazione degli apprendimenti “ivi compresi gli insegnamenti e le attività facoltativo-opzionali e del comportamento degli alunni" Con queste parole, rispettose perfino alla lettera dello stile Aprea-Moratti, si legittima lo spezzatino orario che la nota del 31 agosto e soprattutto le successive dichiarazioni della viceministra Bastico, rese di fronte a migliaia di insegnanti in tutta Italia, avevano dato per superato e si ribadisce la valutazione del comportamento, legittimando in questo, e solleticando, anche i peggiori esempi di un fare scuola che ci eravamo illusi di aver sconfitto.
Ora ministro e viceministra non dicano che noi possiamo in autonomia fare scelte diverse, come per altro abbiamo fatto a Bologna anche nell'era morattiana tirandoci dietro anche le minacce a mezzo stampa della dottoressa Stellacci.

Il problema non è quello di tutelare il mio circolo o gli altri istituti bolognesi, che già lo scorso anno in maggioranza avevano consegnato alle famiglie una scheda di valutazione senza il giudizio sintetico sul comportamento e senza la valutazione specifica delle ore opzionali. Il problema è il messaggio che "anche in via amministrativa" Fioroni e Bastico stanno dando alle scuole italiane, facendo sopravvivere le peggiori scelte pedagogiche della riforma morattiana.

Sanno benissimo quante aspettative si erano create nella scuola primaria dopo gli interventi all'avvio dell'anno scolastico, almeno sulle questioni che non costano soldi.
Ma già sulla delicatissima questione delle Indicazioni Nazionali, l'incoerenza tra riconoscimento dell'autonomia nella scelta tra programmi e indicazioni e la mancata emanazione di una nota all'editoria scolastica che questa scelta rendesse effettiva ha suscitato le prime proteste dalle scuole.
L'emanazione poi di questa nota sulla scheda di valutazione è una vera pugnalata alle spalle di tutte e tutti coloro che hanno difeso con le unghie la scuola pubblica in questi difficili anni e che hanno contribuito in maniera decisiva alla sconfitta elettorale del centro destra.

Eppure, sarebbe bastato poco per dare un segnale chiaro sulla scheda di valutazione, con un modello di scheda ministeriale (magari "suggerito", per carità!) che riprendesse nella sostanza la sobria scheda di valutazione in vigore prima della legge Moratti. Invece hanno scelto di lasciare anche su questo la scuola nel caos.
A distanza di qualche chilometro avremo le schede di valutazione premorattiane per certi alunni e un bel voto di condotta per altri, condito con tanti bei votini sulle materie opzionali nati dallo spezzatino orario ora tornato alla ribalta.

E’ questa la scuola che vogliono? E’ questa l’autonomia? Altro che Finanziaria! Potremmo anche avere le casse piene, ma la loro idea di scuola resterebbe comunque lontana dalla nostra.

Bologna, 16 novembre 2006

Mirco Pieralisi

Last modified 2007-03-12 22:51
 

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