Preoccupazione Regioni per pacchetto liberalizzazioni
www.regioni.it - 26 gennaio 2006
Preoccupazione Regioni per pacchetto liberalizzazioni
“Sebbene sia condivisibile l'impianto generale della proposta avanzata
dal ministro Fioroni sul riordino del sistema d'istruzione
professionale, avrei preferito, tuttavia, che questo disegno – che
opportunamente ribalta l'ipotesi di riforma dell'istruzione secondaria
della Moratti di liceizzazione degli istituti tecnici - fosse stato
portato all'attenzione degli Assessori regionali, al fine di costruire
insieme il disegno complessivo condiviso, considerato che alle Regioni
il nuovo Titolo V della Costituzione affida la potesta' legislativa
esclusiva per l'istruzione e la formazione professionale e che
intendiamo realizzare un sistema educativo unitario''. Lo ha detto Silvia Costa, Assessore all'Istruzione della Regione Lazio e coordinatrice della Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni.
“E'
evidente - ha continuato l'Assessore Costa - che il disegno
ordinamentale e la definizione del livelli essenziali delle prestazioni
(Lep) spettano allo Stato, ma e' altrettanto certo che - come peraltro
citato nel decreto – il ministro dovra' costruire con le Regioni i
percorsi che garantiranno agli studenti il conseguimento di qualifiche
e di diplomi professionali di competenza delle Regioni, spendibili sul
territorio nazionale.''
''L'esigenza dell'innalzamento dell'istruzione
professionale e tecnica superiore e' gia' da tempo avvertita dalle
Regioni, che hanno promosso l'esperienza degli Ifts e, in Regioni come
il Lazio, i Poli formativi, per realizzare quel circuito virtuoso di
offerta formativa adeguata, ma vicina all'esigenza del mondo produttivo
e che prefigurano i Poli tecnici individuati dal ministro''.
“L'occasione per avviare tale costruzione e' il Tavolo che entro pochi giorni sara' attivato presso il Ministero con gli assessori regionali per definire tempi e procedure certe per l'attuazione del Titolo V entro settembre 2009, come approvato dalla Conferenza dei Presidenti su proposta della IX Commissione e finalizzato a costruire questo processo attraverso un accordo quadro Stato-Regioni".
E
di un metodo che rischia di diventare molto sostanzioso se non ci sara'
a breve un incontro fra ministero e regioni, parla anche l'assessore
regionale alla scuola dell' Emilia-Romagna Paola Manzini (Ds): “spiace
che non ci stata una consultazione con le regioni prima di inserire nei
provvedimento sulle liberalizzazioni norme sia nel decreto sia nel ddl che riguarda la
scuola e soprattutto materie ritenute di “legislazione concorrente”.
“E' un po' spiacevole che a fronte di una relazione aperta fra Stato e Regioni su due tavoli che riguardano il secondo canale di istruzione e l'applicazione della riforma per il titolo V non abbiano avuto alcun tipo di interlocuzione con noi'', ha detto l'assessore. Il rischio paventato e' che le Regioni debbano assumere ''a posteriori indirizzi normativi che sono invece oggetto di confronto preventivo perche' e' materia di legislazione concorrente''. Il rilievo non riguarda tanto l'abolizione dei licei tecnologici ed economici previsti dalla Moratti, di fatto gia' congelati o l'estensione alle scuole delle agevolazioni fiscali previste gia' per le Fondazioni (scelta definita giusta dall'assessore Manzini) per chi fa donazioni alle scuole contenute nel decreto varato ieri dal Cdm, ma le norme che riguardano l'istruzione tecnico-professionale e il raccordo con la formazione professionale, contenute soprattutto nel disegno di legge. ''Non mi sembra di poter dire che hanno esondato dalle competenze del Ministero, ma per la delicatezza delle tematiche, per l'approccio che avevamo positivamente costruito nel confronto fra tutte le Regioni e il ministero - ha osservato ancora Manzini - era forse piu' opportuna una strada di maggiore raccordo”.
Più preoccupati e forti i toni dal Veneto: “Sono molto preoccupata perche' ancora una volta questo Governo, in spregio alla Costituzione, interviene con un decreto parlando di istruzione e formazione e invadendo competenze che sono prettamente regionali'', ha detto l'assessore regionale all'Istruzione, formazione e lavoro, Elena Donazzan intervenendo oggi a Verona al seminario ''La personalizzazione come strumento privilegiato del sistema formazione professionale''. Le preoccupazioni di Donazzan derivano dalle notizie dal fronte liberalizzazioni che riguardano la ricostituzione degli istituti tecnici e degli istituti professionali.
''Questa - ha detto - e' la conferma di un metodo non certo democratico, di un metodo centralista rispetto a scelte che dovrebbero essere invece condivise con gli enti interessati. Come Veneto ci mobiliteremo affinché siano lasciate in capo alle Regioni tutte le competenze e in particolare quelle riferite alla formazione professionale e alle qualifiche. Non saranno certo decreti fatti di notte a togliere quelle autonomie che la Costituzione ci ha affidato”.

