Edgar Morin: cultura, scuola e persona sono inscindibili
Edgar Morin: cultura, scuola e persona sono inscindibili
Pubblichiamo stralci dall’intervento tenuto da Edgar Morin alla presentazione del documento “Cultura scuola persona. Verso le indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione”.
Cultura scuola e persona sono inscindibili e per questo è stato giusto
definire con questi tre termini il documento culturale che fungerà da
base alle prossime Indicazioni nazionali.
“Voglio apprendere a vivere”: questa frase rimarca l’importanza vitale
della formazione sia da un punto di vista di umanità che di
cittadinanza perchè per risolvere i problemi fondamentali dell’uomo è
necessaria un’alleanza educativa tra cultura umanistica e cultura
scientifica. Una mancanza di congiunzione tra le due infatti non può
servire ad una adeguata maturazione morale e spirituale.
Ma ci sono delle difficoltà in questo percorso, che sono date in primo
luogo dalla iper specializzazione che impedisce il necessario “dialogo”
tra i saperi. Dove andremo senza unità di saperi? In una stella
possiamo analizzare le particelle, possiamo conoscere delle cose
estremamente interessanti sul suo essere fisico ma, senza la
soggettività umana che si esprime nella letteratura e nell’arte,
rimarrebbe sterile. È necessario umanizzare i saperi per limitare la
dispersione della conoscenza: questo è un problema da affrontare già
nei primi anni di scuola e deve proseguire lungo tutto il percorso
degli studi.
Una conoscenza priva di contestualizzazione è una conoscenza povera.
Come fare a riunire i saperi delle varie discipline? Serve un pensiero
complesso che permetta di unire ciò che è separato.
Oggi serve un nuovo umanesimo. Nuovo perché il primo umanesimo fu
virtuale, non c’erano problemi che riguardavano tutta l’umanità, mentre
oggi nel mondo globalizzato i problemi del fanatismo razziale e
religioso e quello dell’inquinamento della biosfera accomunano tutta
l’umanità: un umanesimo concreto.
L’ecologia oggi è conoscenza perché unisce le scienze alla civiltà
umana, ridà unità alla natura prima studiata solamente nei suoi
innumerevoli aspetti fisici e biologici. Come apprendere a vivere? La
conoscenza non si ha con la frammentazione ma con l’unione. È
necessaria una riforma della conoscenza del pensiero, un nuovo
umanesimo globale che sappia affrontare i temi della persona e del
pianeta. I giovani oggi si sentono persi, non trovano le ragioni
dell’essere. Durante la seconda guerra mondiale i ragazzi dovevano
resistere al nazismo, divennero partigiani, contribuirono a liberare le
loro vite e le loro nazioni. E oggi? Oggi i giovani sono chiamati ad
affrontare un compito ancora più ampio: la salvezza del genere umano.
Hanno una missione grande davanti a loro e dobbiamo educarli ad
apprendere e a maturare una conoscenza adeguata ad assolvere a questo
compito fondamentale a cui sono chiamati.

