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Nella commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali, la scuola è presente solo per un quarto

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di Francesco Mele

Finalmente sappiamo i nomi dei componenti della commissione insediata per la revisione delle Indicazioni Nazionali.

Sono 16 membri in tutto e mi sembrano nomi di tutto rispetto - per quelli che conosco - anche se occorre lamentare la debordante presenza di docenti universitari (10) e l'emblematica assenza di docenti; di dirigenti invece ce ne sono 4 (di cui uno in pensione) e chiudono la serie un direttore regionale e un consulente del ministero.

Per la cronaca, dei 4 dirigenti scelti, tre sono di chiara fede morattiana e una decisamente critica. Un bell'equilibrio davvero.

A conti fatti la scuola è presente per un quarto.

Bene, anzi, malissimo!

Nella Legge di Iniziativa Popolare n.1600 del 3 agosto 2006 avevamo scritto a riguardo:

Art. 14. Programmi.

1. Allo scopo di garantire un’omogenea offerta didattica e formativa sul territorio nazionale, il Ministero della Pubblica Istruzione adotta Programmi Didattici e definisce gli obiettivi di base che devono essere raggiunti dagli alunni e dalle alunne di ciascun ordine di istruzione su tutto il territorio nazionale.

2. I Programmi Didattici della Scuola di Base e del curricolo di base del biennio unitario della Scuola Superiore, di cui all’art. 24 comma 2, saranno progettati per favorire un’evoluzione armonica di approccio alle discipline, in un’ottica di governo delle discontinuità didattiche tra tutti i livelli del Sistema Educativo di Istruzione.

3. I Programmi saranno elaborati da gruppi di lavoro costituiti da docenti rappresentativi delle diverse Scuole del Sistema Educativo di Istruzione e da esperti/e di riconosciuto valore scientifico, nominati su indicazione del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, con procedura pubblica. La loro attività dovrà prevedere una fase di ascolto nelle scuole, con il coinvolgimento diretto e attivo di insegnanti, genitori, studenti, personale Ausiliario-Tecnico-Amministrativo e cittadini.

4. Fino all’adozione di tali Programmi Didattici, rimangono in vigore gli Orientamenti dell'attività educativa nelle Scuole Materne Statali di cui al D.M. 3/6/1991, i nuovi Programmi Didattici della Scuola Elementare di cui al D.P.R. 104 del 12/2/1985, i Programmi della Scuola Media di cui al D.M. 9/2/1979.


Ma siamo proprio così marziani?!? O la democrazia e la partecipazione in questo paese sono destinate a rimanere una dimensione del desiderio collettivo perchè non si riesce a trovare una classe politica capace (o disponibile?) a dare loro una dimensione reale?

La domanda è retorica

Carpi, 11 marzo 2007

Francesco Mele

PS: a Modena la Bastico aveva detto che la commissione era stata insediata con un decreto del novembre 2006; scopriamo invece che il decreto è del 22 gennaio scorso. Disinformata? O ci hanno messo due mesi a scriverlo? Misteri dei ministeri.

Last modified 2007-04-04 13:42
 

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