Nella commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali, la scuola è presente solo per un quarto
Finalmente sappiamo i nomi dei componenti della commissione insediata per la revisione delle Indicazioni Nazionali.
Sono
16 membri in tutto e mi sembrano nomi di tutto rispetto - per quelli
che conosco - anche se occorre lamentare la debordante presenza di
docenti universitari (10) e l'emblematica assenza di docenti; di
dirigenti invece ce ne sono 4 (di cui uno in pensione) e chiudono la
serie un direttore regionale e un consulente del ministero.
Per
la cronaca, dei 4 dirigenti scelti, tre sono di chiara fede morattiana
e una decisamente critica. Un bell'equilibrio davvero.
A conti fatti la scuola è presente per un quarto.
Bene, anzi, malissimo!
Nella Legge di Iniziativa Popolare n.1600 del 3 agosto 2006 avevamo scritto a riguardo:
Art. 14. Programmi.
1.
Allo scopo di garantire un’omogenea offerta didattica e formativa sul
territorio nazionale, il Ministero della Pubblica Istruzione adotta
Programmi Didattici e definisce gli obiettivi di base che devono essere
raggiunti dagli alunni e dalle alunne di ciascun ordine di istruzione
su tutto il territorio nazionale.
2. I Programmi Didattici
della Scuola di Base e del curricolo di base del biennio unitario della
Scuola Superiore, di cui all’art. 24 comma 2, saranno progettati per
favorire un’evoluzione armonica di approccio alle discipline, in
un’ottica di governo delle discontinuità didattiche tra tutti i livelli
del Sistema Educativo di Istruzione.
3. I Programmi saranno elaborati da gruppi
di lavoro costituiti da docenti rappresentativi delle diverse Scuole
del Sistema Educativo di Istruzione e da esperti/e di riconosciuto
valore scientifico, nominati su indicazione del Consiglio Nazionale
della Pubblica Istruzione, con procedura pubblica. La loro attività
dovrà prevedere una fase di ascolto nelle scuole, con il coinvolgimento
diretto e attivo di insegnanti, genitori, studenti, personale
Ausiliario-Tecnico-Amministrativo e cittadini.
4. Fino
all’adozione di tali Programmi Didattici, rimangono in vigore gli
Orientamenti dell'attività educativa nelle Scuole Materne Statali di
cui al D.M. 3/6/1991, i nuovi Programmi Didattici della Scuola
Elementare di cui al D.P.R. 104 del 12/2/1985, i Programmi della Scuola
Media di cui al D.M. 9/2/1979.
Ma siamo proprio così
marziani?!? O la democrazia e la partecipazione in questo paese sono
destinate a rimanere una dimensione del desiderio collettivo perchè non
si riesce a trovare una classe politica capace (o disponibile?) a dare
loro una dimensione reale?
La domanda è retorica
Carpi, 11 marzo 2007
Francesco Mele
PS:
a Modena la Bastico aveva detto che la commissione era stata insediata
con un decreto del novembre 2006; scopriamo invece che il decreto è del
22 gennaio scorso. Disinformata? O ci hanno messo due mesi a scriverlo?
Misteri dei ministeri.

