GEOSTORIA moderna: UNA PROPOSTA MINIMALISTA
GEOSTORIA moderna: UNA PROPOSTA MINIMALISTA
Con
alle porte la scelta dei libri di testo e l’elaborazione dei curriculi
disciplinari per il prossimo anno scolastico, prendendo spunto che
comunque i curricoli morattiani sono oggetto di revisione da parte di
una commissione (sic!) e che la circolare ministeriale di Fioratti
dell’anno scorso permette ai docenti di modificare il 20 % dei
curricoli, mi faccio co-fautore della proposta minimalista di
introdurre geo-storia moderna nei curricoli della scuola elementare,
almeno nell’ultimo biennio.
Ritengo non ammissibile che la scuola
pubblica tenga nell’ignoranza gli studenti fino alla terza media sulla
storia dell’ultimo secolo e sulla geografia del planisfero.
Ritengo umiliante per gli insegnanti che oltre il 50 % dei giovani ritenga che l’Italia abbia vinto la seconda guerra mondiale e che la strage di piazza Fontana sia stata fatta dalle Brigate Rosse. Umiliante per gli insegnanti perché una bella quota di responsabilità ce l’abbiamo: incapacità di conservare la memoria e di dare difese storico-culturali alle nuove generazioni. Quanti insegnanti in 5 elementare non finivano il programma di storia all’epoca dei programmi dell’ ’85 e quanti ora in terza media? Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Conformismo politico o vigliaccheria culturale ed ideologica? Burocrati addetti alla somministrazione di parziali unità didattiche od operatori culturali ed intellettuali? Forse sarebbe stato meglio e più utile che l’Italia, e non solo la Germania, fosse finita sotto processo a Norimberga invece di nascondersi dietro la resistenza partigiana. In quasi tutto il mondo la storia si insegna a partire dalla storia moderna; si insegna subito storia moderna nei paesi del terzo mondo per narrare le lotte contro il colonialismo, la si insegna nei paesi dell’est europa, la si insegna nei paesi vincitori della seconda guerra mondiale. Si fa resistenza ad insegnarla soprattutto in Italia ed in Giappone, paesi sconfitti. In Inghilterra si sta finalmente ricominciando a rivedere la storia rispetto ai crimini compiuti dal colonialismo inglese, la tratta degli schiavi, da un punto di vista non solo euro-centrico. Per cui facciamoci coraggio ed introduciamo in ogni modo la geostoria moderna. Sul sito di Pavone Risorse troviamo un modello di delibera che ha adottato il Collegio Docenti per introdurre questa nuova disciplina. I nostri ragazzi non possono non sapere che la classe dirigente italiana contribuì a scatenare, per poi perdere, la più sanguinosa e mortale guerra nella storia dell’umanità, che provocò 40 milioni di morti di cui la metà nello Stato nato dalla rivoluzione operaia d’Ottobre. I nostri ragazzi non possono non sapere che la classe dirigenti italiana portò l’Italia all’ignominia dell’alleanza con Hitler e di autonomi crimini come le leggi razziali emesse prima ancora della Germania, come il bombardamento con gas vietati dalle leggi internazionali dei popoli africani che portò il paese all’embargo ed all’espulsione dall’ONU di allora, come l’invio di 40 000 italiani alla morte nei campi di concentramento tedeschi (di cui 10 000 ebrei e 30.000 resistenti o sprovveduti italiani), come le torture a cui furono sottoposti i popoli balcanici ( i torturatori italiani erano chiamati i signori dei secchielli perché uscivano dai centri di tortura con secchi pieni di occhi cavati ai resistenti slavi). I nostri ragazzi devono sapere che il governo fascista italiano giustificava la guerra in Etiopia (dove mandò il più grande esercito che mai avesse calpestato l’Africa (450.000 soldati), giustificandola come lotta per la liberazione degli schiavi. Se non diciamo queste cose disarmiamo una generazione, ci rendiamo complici di mandarla allo sbaraglio; chissà mai che la scusa delle donne afgane non sia equivalente agli schiavi etiopi: guerra per interessi economici mascherata da motivi umanitari.
Milano, 21 marzo 2007
Luigi Ambrosi

