La caduta
La caduta
Un bel film di dieci anni fa che si intitola
"L'odio" si apre con una voce fuori campo che dice: "è la storia di uno
che si butta da un palazzo di 50 piani. E ad ogni piano mormora: fino a
qui tutto bene... fino a qui tutto bene... fino a qui tutto bene..." Mi
sono venute in mente queste frasi pensando al governo dell'Unione e
alla sua finanziaria. L'Unione ha già tagliato, a pochi mesi dalla sua
vittoria, le proprie relazioni con la base sociale che l'ha eletta, con
una rapidità sbalorditiva. Precipita: nelle prospettive, nei consensi,
nella lucidità, ma mormora tra sé e sé: fino a qui tutto bene, fino a
qui tutto bene...
La scuola era stata protagonista di un
movimento che ha contribuito grandemente alla sconfitta di Berlusconi,
il suo popolo ha votato massicciamente per il centrosinistra, e non era
certo scontato. Qualche mese dopo ecco il neoeletto governo votare una
finanziaria che taglia sulla scuola quanto la Moratti. Col senno di poi
possiamo dirci che la Moratti non era stronza come pensavamo, ma,
semplicemente, poco furba: se qualcuno le avesse sussurrato
all'orecchio "non tagliare i docenti del tempo pieno, aumenta invece
gli alunni per classe!" avrebbe ottenuto risultati maggiori e senza
troppi casini. L'Unione taglia in questo modo 50.000 docenti, e le sta
andando liscia come l'olio. I personaggi che emettono circolari e
declamano discorsi contro il bullismo, sono gli stessi che con la
finanziaria lo favoriscono nei fatti: non credo occorra dedicare
nemmeno mezza riga al nesso tra classi sovraffollate e diminuzione
della qualità dell'insegnamento e della convivenza civile nelle scuole.
Fioroni si "indigna" per l'esistenza dei bulli, ma è lui il bullo
numero 1: ingolfa le classi e allo stesso tempo aumenta i finanziamenti
alle scuole private. Bullismo ministeriale. Napolitano ha decretato il
bullismo calamità nazionale, ma la finanziaria che ha controfirmato
taglia i finanziamenti agli enti locali, che gestiscono gli edifici
scolastici. Bullismo presidenziale. E le scuole che cadono a pezzi non
sono una calamità? E poi, cari ministri: che ipocrisia versare lacrime
di coccodrillo verso un disabile maltrattato dai propri coetanei,
quando nello stesso istante si architetta di tagliare risorse sul
sostegno all'handicap! Questi ministri, come i bulli, ti spintonano
nelle pozzanghere, dopodiché: i ragazzini bulli si mettono a ridere, i
ministri bulli, invece, si indignano perché ti sei sporcato i
pantaloni.
I bulli hanno alle spalle famiglie disastrate,
restituiscono in malo modo e ai soggetti sbagliati, quel che han
subito. Ma i nostri governanti-bulli? Loro non hanno subito niente!
Sono i movimenti, scendendo instancabilmente in piazza lungo questi
anni, che hanno creato le condizioni per far cadere la destra mentre
loro se ne stavano lì belli belli a volteggiare tra un convegno e
l'altro, e dovevamo pure pregarli di dire qualcosa di vagamente
progressista. E loro: non so, ci penso, vedremo... Li abbiamo eletti, e
ora fanno quel che vogliono, cioé quel che sanno fare meglio: preparare
le condizioni sociali per il ritorno della destra.
L'Unione ha
mentito. E' vero, non aveva promesso l'abrogazione della riforma
Moratti, ma c'era scritto qualcosa che ci andava molto vicino, nel
famoso programma. All'inizio molti speravano: dal Ministero veniva un
"linguaggio" nuovo, anche se pochi fatti. Poi ci sono stati i fatti, e
il linguaggio che prima pareva "nuovo" poi, semplicemente, è parso
ipocrita. La riforma Moratti sta lì, e nessuno la tocca. La circolare
sulle iscrizioni è quasi indistinguibile da quella di un anno fa.
L'Unione aveva detto: più soldi alla scuola, "perché i giovani..."
"perché il futuro..." "perché..." e ha tagliato nella scuola più che in
ogni altro settore, aumentando invece i soldi per le spese militari. Ha
mentito. Mi viene da ridere, si fa per dire, quando sento qualcuno
dentro l'Unione che si inalbera sui Pacs ed esclama: "i Pacs non
c'erano nel programma!" e perché: i tagli alla scuola invece sì?
Quando
mi capita di ascoltare qualche esponente della destra gridare frasi
volgari e ripugnanti, mi dico: ma da dove sono saltati fuori questi
qua? Come mai possono permettersi di dire tutto, di tutto, senza che
nessuno del circo mediatico-politico si indigni, si alteri, protesti?
Perché possono permettersi di insultare continuamente tutti,
lavoratori, insegnanti, immigrati, musulmani, donne, omosessuali, senza
che vi sia uno straccio di reazione da parte di chi ci dovrebbe
rappresentare? E allora penso. Penso ai balletti sulla Rai e al fatto
che tutti i pezzi della destra se ne stanno lì senza che nessuno li
tocchi, qualcuno è stato spostato con molte scuse ad incarichi più
lucrosi. Penso ai fischi a Prodi: quando era accaduto a Berlusconi i
media avevano gridato ad un attacco terroristico. Pazienza: sappiamo in
che mani erano e sono. Ma la sinistra? La ricordo perfettamente subito
sulla difensiva, a porgere la propria solidarietà al "presidente". Ora
che il "presidente" dice a Prodi che i fischi se li merita, nessuno che
gridi allo scandalo, nonostante che il carattere più o meno organizzato
di quella contestazione fosse palese. E penso ai cori schiamazzanti di
quando viene bruciato in manifestazione un qualche simbolo di
italianità, negli USA accade regolarmente e nessuno ci trova nulla da
ridire, da noi casca il mondo. Ma se la destra dice cose sanguinarie
tipo che i musulmani vanno buttati tutti a mare: silenzio. Allora
penso: questa destra l'abbiamo creata noi, noi della sinistra. La
destra, in ogni paese, non ha caratteristiche autonome, è la risposta
politica dei ceti forti alla presenza organizzata della sinistra.
Questi ceti, se potessero, farebbero a meno anche di rappresentanza
politica. Per questo il loro personale politico, ha la qualità minima
indispensabile ad affrontare la sinistra che c'è. E allora ogni
sinistra ha la destra che si merita. Rutelli si "merita" Calderoli. Una
sinistra che facesse il proprio mestiere, o che fosse semplicemente un
po' più sveglia, costringerebbe la destra ad attrezzarsi con partiti e
politici che fossero all'altezza del confronto.
Occupano i
nostri terreni. La manifestazione della destra a Piazza San Giovanni,
ad esempio. Certo, non erano un milione come dicevano. Ma: la sinistra
sarebbe in grado di portarne in piazza altrettanti, ora, per difendere
il suo operato? Non ci prova nemmeno. Eppure era quel che si doveva
fare. Ma tutti sapevano che la base sociale che l'ha votata non sarebbe
scesa in piazza per sostenerla, dopo quella finanziaria. Così abbiamo
una destra che difende efficacemente gli interessi economici della sua
base sociale e una sinistra che... ci dice Fassino: "tranquilli, ora
parte la fase due". Così mi sono letto l'intervista dove parlava del
rilancio dell'"azione riformista". La fase due sarebbe:
privatizzazioni, allungamento dell'età pensionabile, via il tfr.... ma:
una cosa, una sola cosa vagamente di sinistra è in grado di
pronunciarla questa gente lì?
Non c'è nulla che possa
convincere i capi della nostra sinistra che, portando avanti una
politica di destra, la sinistra viene sconfitta. Nei fatti: che ci
perdono, loro? Questo personale politico rimane sempre in pista:
deputati lo sono comunque, anche se all'opposizione, mica ci rimettono
la pensione. Per questo, appena un corteo dai toni semifascisti come
quello dei poliziotti ha sfilato per Roma, Fassino li ha ricevuti di
corsa, e subito si sono trovati i soldi per i loro aumenti. Ma a nulla
sono valse le proteste del mondo della scuola per eliminare i tagli. Le
lamentele dei ricchi per le tasse sui Suv e la successione, hanno avuto
effetto immediato. Ma quando si sono fatti sentire gli operai di
Mirafiori, Fassino ha commentato: "gli operai di Mirafiori vanno
ascoltati, come tutti, per spiegare meglio il senso dell'azione di
governo". "Spiegare"?!? Quando a muoversi sono categorie che fanno
riferimento alla destra, non vengono "ascoltate": si fa quel che dicono
e punto. Perché Fassino non usa lo stesso tono paternalista verso
l'associazione italiana banchieri? Perché il pronunciamento di un
vescovo vale sempre più dell'opinione della maggioranza degli italiani?
E allora il problema non è solo che alle prossime elezioni vincerà di
nuovo la destra, ma che questa alternanza produce, sconfitta dopo
sconfitta, uno slittamento a destra del senso comune di questa società.
L'altro giorno a scuola dovevo spiegare cos'erano la destra e la
sinistra politica, in termini generali, ovviamente, e senza fare
riferimento alla situazione italiana. E mi sono scoperto usare
continuamente il condizionale: "la sinistra dovrebbe essere quella
parte politica che difende..." "dovrebbe fare..." "dovrebbe dire....".
Poveretti, chissà cosa avranno capito. Associano la parola "sinistra"
alla faccia di Fioroni? Speriamo di no. Ma allora: a cosa l'associano?
Quando
mi lamento dell'Unione, mi spiace, intendo tutta l'Unione. E' doloroso,
per me, constatarlo perché la sinistra radicale che là si trova
incastrata sta sicuramente patendo, ma vedere votata la finanziaria che
taglia le risorse alla scuola da Rutelli fino ai deputati
ultrarivoluzionari, boh, mi ha fatto un po' impressione. Sì, certo:
"non avevamo scelta", "ma allora cosa facciamo, vuoi veder tornare su
Berlusconi?" ecc. ecc. conosco i discorsi. Però, compagni, allora
qualcosa della vostra fantastica strategia non ha funzionato: nel
governo non contate un belìn, e allora ditelo, ditelo che qualche
errorino in qualche momentino dovete pur averlo fatto.
A
scanso di equivoci: non è che vedo grandi alternative politiche fuori
dall'Unione. I cobas, che sono un gruppo sindacal-politico, come essi
stessi si definiscono, fanno giuste critiche all'Unione, eppure quando
leggo sul loro sito che lo sciopero, al quale ho aderito, è stato uno
straordinario successo nella scuola, mi vien da ridere. Sembrano
comunicati da Unione Sovietica. Hanno ragione a lamentarsi del
carattere antidemocratico delle elezioni rsu, del resto, però, quelle
regole c'erano anche nelle due elezioni precedenti, e i cobas
diminuiscono costantemente i propri consensi, elezione dopo elezione.
Una domandina su qualche errore di metodo circa la loro maniera di
costruirsi nelle scuole e di approcciare i movimenti, se la sono fatta?
Non potrebbero lasciare da parte per un attimo il trionfalismo da
realismo socialista e dire anche qualcosa di sensato? L’attuale
criticità antigovernativa della Gilda mi lascia freddo, quando penso
che abbiamo dovuto impiegare due anni a convincerla che la Moratti
faceva danni nella scuola. Credo poco anche alle scissioni politiche.
Mussi si prepara a fondare un nuovo partito? E perché? In cosa si
distingue la sinistra ds? Le manine le hanno alzate anche loro, per la
finanziaria, pensano di essere più simpatici perché hanno dichiarato in
qualche intervista di patire terribili mal di pancia? Scissioni nel
prc? In quella giornata di sciopero a un certo punto mi sono trovato
circondato da 10 "veri" partiti comunisti, quasi tutti "davvero"
rifondati, ognuno con tre militanti di media e l'assicurazione di avere
la linea giusta, in esclusiva. Ho pensato: come minimo 9 di loro
sbagliano.
Ma si tratta di gente più o meno folcloristica che
non ha vere responsabilità in questo casino. Tra i grossi veri
responsabili ci sono sicuramente Cgil, Cisl e Uil. E dobbiamo essere
consapevoli che se non fosse stato per l'acquiescenza di questi
sindacati, la finanziaria non sarebbe passata, e nemmeno i tagli alla
scuola. La Cgil è andata avanti giurando che avrebbe proclamato uno
sciopero se il governo avesse persistito sui tagli, ha rimandato lo
sciopero in prossimità delle elezioni rsu per "incidere di più sulla
finanziaria", ha promesso "la più grossa manifestazione a difesa della
scuola pubblica", poi ci sono state le elezioni rsu, ha incassato il
risultato ed ha disdetto la "grande manifestazione". I tagli,
ovviamente, sono rimasti tali e quali. E' un sindacato che per
sudditanza politica non porta a casa risultati, ma, in compenso, ci
sommerge con una montagna di chiacchiere.
Mi dispiace aver
offerto un quadro che può sembrare pessimista. In realtà è solo
incazzato. Anche chi come me è da sempre impegnato nei movimenti non
può non vedere in faccia la realtà. E cioé che la stanchezza delle
lotte contro Moratti - Berlusconi e la contemporanea delusione verso il
"nostro" governo hanno prodotto una generale paralisi degli attivisti.
Diciamocelo chiaramente: i movimenti non ci sono più. Ma chi conta su
questo per tirare un sospiro di sollievo sbaglia di grosso, credo,
spero. Ogni società produce i propri anticorpi. Non sono subito
visibili al personale politico chiuso nei palazzi. Ma il successo della
manifestazione dei precari, il dilagare della presenza dei migranti e
di attività legate alla solidarietà con loro, una generale disillusione
dei giovani verso chi fa politica ma con una contemporanea
maggioritaria propensione verso valori di sinistra (per la seconda
volta nella storia d'Italia la Camera, dove votano i giovani, è più a
sinistra del Senato), mi dicono che qualcosa nel cuore profondo della
società si muove. Questi anni di opposizione autorganizzata anche
contro le direzioni del centrosinistra, poi, hanno formato centinaia di
migliaia di persone che ora guardano, riflettono, aspettano... Del
resto sappiamo che la scuola sarà "obbligata" a riprendersi la piazza e
a far sentire la sua voce: Padoa Schioppa esprime in maniera molto
limpida il pensiero delle elite: se si vuol diminuire la spesa pubblica
i due bubboni da ridurre sono scuola e sanità, non si sfugge. Saremo
attaccati di nuovo. E di nuovo al popolo della scuola spetterà
l'incombenza di difendere questo presidio di civiltà. Certo, non è
automatico. L'alternativa però è lo slittamento sempre maggiore
dell'intera società verso destra, l'imbarbarimento dei rapporti, New
Orleans dove nessuno ha trovato strano che Bush inviasse marines con
mitra spianati invece che aiuti. Sono livelli che in Italia ancora, per
poco, non possiamo immaginare, ma che si vivono in tanti altri Paesi,
disgregati socialmente, dove va a votare un terzo dei cittadini, perché
gli strati più oppressi della società non credono più a nulla. E' quel
che non capiscono i nostri dirigenti, quelli che abbiamo eletto.
"E'
la storia di una società che sta precipitando e che mentre precipita si
ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene...fino a qui tutto
bene...fino a qui tutto bene... il problema non è la caduta -
concludeva il film - ma l'atterraggio."
Milano, 27 dicembre 2006

