SCUOLE SENZA SOLDI PER LE SUPPLENZE
SCUOLE SENZA SOLDI PER LE SUPPLENZE
In provincia di Milano, ma più in generale in
Lombardia, si sta prospettando una situazione estremamente
preoccupante. Molte scuole -soprattutto di base- hanno esaurito il
budget loro assegnato per l’anno 2006 per le supplenze brevi e hanno
potuto pagare gli stipendi ai supplenti facendo ricorso alla
disponibilità di cassa (a rischio quindi di non poter sostenere altre
spese o attività didattiche per le quali quei fondi erano destinati).
Il
ministero ha dato indicazione ai CSA di “sostenere” le scuole
utilizzando i fondi delle contabilità speciali ma anche questi fondi
risultano essere esauriti. I CSA non sono quindi in grado di effettuare
interventi compensativi nei confronti degli istituti che non hanno più
soldi per “saldare” il 2006.
Non solo, ma basta fare quattro
conti sulla base dei parametri indicati dal MPI nel decreto n. 21 del 1
marzo 2007 per rendersi conto che il budget assegnato per le supplenze
per il 2007 all’interno del cosiddetto “capitolone” per molti istituti
è del tutto insufficiente.
Per fare un esempio concreto: alla scuola
di *** spetterebbe una assegnazione base pari a euro 43.100,00. A
questa può seguire un’integrazione “in relazione al fabbisogno
accertato e comunque entro il limite massimo corrispondente alla somma
attribuita con l’assegnazione base”. Quindi un massimo di 86.200,00
euro.
La spesa per le supplenze per il 2006 è stata di euro
190.009,00 (totale impegno lordo) e per il 2007 si può prevedere una
sostanziale conferma del trend, se si tiene conto del fatto che fra le
“supplenze brevi” vi sono diverse maternità che comportano una spesa
continuativa e considerevole. E’ evidente quindi che i finanziamenti
assegnati corrispondono a meno della metà del fabbisogno reale e
bastano a poter pagare gli stipendi solo per pochi mesi. E casi come
questo sono molto diffusi, soprattutto nelle scuole primarie e negli
istituti comprensivi.
La domanda allora è: cosa farà il
dirigente scolastico una volta esaurite le somme assegnate? Non
chiamerà più i supplenti dividendo gli alunni delle classi scoperte in
altre classi tutti i giorni della settimana con evidente compromissione
delle attività didattiche e creando una situazione di caos permanente
nella scuola?
Oppure continuerà a stipulare contratti di lavoro
sapendo di non avere i fondi necessari per corrispondere gli stipendi
al personale supplente temporaneo? E chi li pagherà? E quando?
Si
tratta insomma di una situazione veramente incresciosa, se si pensa al
fatto che i supplenti vengono nominati per poter garantire il
funzionamento della scuola, delle attività didattiche, in caso di
assenza dell’insegnante titolare. E vengono chiamati in caso di
assoluta necessità, dopo che il capo di istituto ha verificato tutte le
possibilità di sostituzione interna del titolare assente (con altri
docenti in servizio in ore di contemporaneità, con la disponibilità
degli stessi ad effettuare ore eccedenti, ecc.). Non è per divertimento
quindi, o per faciloneria che vengono chiamati i supplenti, ma per
garantire lo svolgimento delle lezioni e la gestione stessa degli
alunni, che rimarrebbero altrimenti senza insegnante. Si tratta dunque
del “diritto alla prestazione” dell’alunno che lo Stato deve garantire!
Perché allora lasciare le scuole in queste ambasce e metterle in così
duramente in crisi?
E perché lasciare ancora a carico delle scuole
le sostituzioni per maternità, congedi parentali, ecc. che supplenze
brevi non sono e incidono pesantemente sui bilanci?
Chiediamo
al Ministro Fioroni un sollecito intervento su questo problema in modo
da garantire alle scuole la certezza dei finanziamenti per la
retribuzione delle supplenze e assicurare quindi condizioni di lavoro
serene ed il normale funzionamento delle scuole.
Coordinamento dirigenti scolastici CGIL-CISL Milano e provincia
Milano, 19.3.2007

