E’ scontro Regioni-Miur

Document Actions
Tuttoscuola - 14 febbraio 2006

Tuttoscuola - 14 febbraio 2006

E’ scontro Regioni-Miur

1. Il Friuli impugna il decreto sulla sperimentazione al Tar
Non vi sono solamente ragioni politiche e di inopportunità nelle critiche che la Conferenza delle Regioni ha rivolto il 9 febbraio verso il decreto ministeriale sulla sperimentazione (progetto di innovazione di cui all’art. 11 del dPR 275/1999), chiedendone il ritiro.
Nel documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, si sostiene infatti che sia nel decreto contestato sia nei due decreti ad esso allegati si fa riferimento al parere della Conferenza unificata, senza che tale parere sia stato espresso.
Vi sarebbe dunque un vizio di legittimità.
Rileggendo attentamente i tre testi, quel "sentita la Conferenza unificata..." lo si ritrova nei due allegati al decreto vero e proprio sulla sperimentazione.
Un passaggio procedurale obbligatorio, perché sia le tabelle di confluenza e di corrispondenza, che la quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche (che sono gli oggetti dei due decreti ministeriali) devono proprio essere definite, secondo l’art. 27 del decreto legislativo n. 226/2005, "sentita la conferenza Unificata".
Ma la Conferenza, il merito delle questioni, l’ha discusso o no?
Secondo il Miur sì, secondo le Regioni no.
Determinante ai fini di una compiuta valutazione dei fatti è quanto affermato dal ministro per gli Affari regionali La Loggia nel concludere i lavori della riunione della Conferenza Stato-Regioni del 15 dicembre 2005, come risulta dal verbale della Conferenza: il ministro "prende atto che allo stato le Regioni e le autonomie locali non sono ancora nelle condizioni di esprimere un parere, e che chiedono di essere messe nella condizione di poterlo esprimere; da parte sua il ministero dell’istruzione prende atto della mancanza, ad oggi, del parere".
Proprio su questo interrogativo si svilupperà il contenzioso che si profila all’orizzonte e che la Regione Friuli Venezia Giulia ha già annunciato con impugnativa e richiesta di sospensiva del decreto davanti al Tar del Lazio.
Potrebbe, dunque, non bastare al ministro l’azione di difesa preventiva dichiarata nel decreto stesso, laddove giustifica la sua iniziativa in considerazione delle "numerose istituzioni scolastiche che nell’esercizio dell’autonomia ... si sono proposte per l’attuazione di percorsi di studio coerenti con le nuove previsioni ordinamentali dei licei...".

2. La lettera della Costa
Le risultanze della seduta confermano che i provvedimenti sono stati portati e messi a disposizione della Conferenza ma manca sia il parere sia l’intesa. La circostanza rende ancora più spericolata l’intenzione di sollecitare dal basso un progetto di sperimentazione che non precede una riforma di carattere ordinamentale ma anticipa l’applicazione di una legge il cui termine di applicazione è stato differito per consentire la creazione delle condizioni di esercizio della legge stessa.
Così il Miur avvia una sperimentazione con provvedimenti che sembrano rispettare le regole procedurali previste dal quadro normativo, ma che ad un esame più approfondito rilevano illegittimità normative di notevole spessore.
In questa prospettiva si colloca la lettera ufficiale che Silvia Costa, assessore regionale del Lazio e coordinatrice degli assessori all’istruzione, ha inviato al ministro Moratti nei giorni scorsi, il cui contenuto è stato portato a conoscenza anche delle istituzioni scolastiche per metterle nella condizione di cogliere l’esatta portata della disputa in atto.
L’assessore, dopo aver sottolineato di aver appreso la decisione del Ministro da una dichiarazione ad un’agenzia di stampa (in realtà tuttoscuola.com aveva anticipato la notizia già 3 giorni prima, cioè il 26 gennaio, mentre la dichiarazione della Moratti ripresa dalle agenzie è del 29 gennaio), esprime un forte rammarico per l’"affossamento" di una leale collaborazione faticosamente ricostruita negli ultimi tempi.



3. Il prossimo atto il 16 febbraio
La nota di Silvia Costa solleva una pluralità di rilievi giuridico-politici sul DM 31/1/2006 e sui DDMM 28/12/2005 con i quali il ministro Moratti ha promosso, a decorrere dall’anno scolastico 2006/2007, la definizione della tabella di confluenza per percorsi di istruzione secondaria superiore, della tabella di corrispondenza dei titoli di studio, della quota oraria del 20% del monte ore relativo all’orario scolastico.
"Alla luce di queste considerazioni - conclude l’assessore Costa - che condivido con molti Assessori regionali, preannuncio che sto valutando le iniziative da assumere in sede giurisdizionale".
Proprio su questo scelta è stato programmato un incontro a Roma, giovedì 16 febbraio, insieme al coordinamento dell’ANCI e dell’UPI per valutare le iniziative da assumere.
Le Regioni Toscana, Piemonte, Marche hanno comunicato alle scuole la "contrarietà al provvedimento del Miur" e l’intenzione di opporsi "con decisione all’attivazione di qualsiasi sperimentazione del nuovo ordinamento del secondo ciclo nel prossimo anno scolastico 2006/2007".
La regione Friuli Venezia Giulia ha già annunciato la richiesta di sospensiva del decreto davanti al Tar del Lazio.

Last modified 2006-02-14 15:34
 

Powered by Plone, engineered by Mediatria

This site conforms to the following standards: