Skip to content
Personal tools
You are here: Home » ::Riforma Moratti e Scuole Superiori » Sono arrivati i nuovi decreti sul II ciclo » Documenti di analisi e commento » La scuola pugliese unita per dire no alla Moratti

La scuola pugliese unita per dire no alla Moratti

Document Actions
La Repubblica - Bari - 6 marzo 2006

La Repubblica - Bari - 6 marzo 2006

IL DIBATTITO

La scuola pugliese unita per dire no alla Moratti


La quasi totalità degli istituti scolastici ha rifiutato l´anticipazione di un anno della riforma perché non si può improvvisare

ANTONIO GUIDA


In questi giorni le scuole superiori pugliesi sono state chiamate a decidere se anticipare di un anno l´attuazione della legge Moratti. Quasi tutte si sono dichiarate contrarie. Da qualche parte si grida alla vittoria eppure resta tra gli operatori della scuola la sensazione generale di un disagio, di un disorientamento. Verrebbe quasi da chiedersi se lo scopo principale non fosse tanto l´anticipazione (praticamente impossibile) di un modello di scuola quanto la diffusione di una condizione di precarietà che demotivi le forze sane della scuola pubblica e le incanali in una condizione di sospetto reciproco e di "si salvi chi può".
Il rischio è di passare dalla padella alla brace, da una scuola troppo autoreferente e chiusa in se stessa a quella in cui gli insegnanti siano utilizzati con la logica dell´usa e getta". Si vorrebbe realizzare un supermarket della formazione con le singole scuole obbligate a costruire tanti specchietti per le allodole pur di attrarre i "clienti". Non a caso le poche scuole che hanno deciso di anticipare la legge Moratti puntano sul liceo musicale e già si parla di liceo sportivo.
Le basi normative sono contenute nel decreto legislativo n. 226 del 17 Ottobre 2005 che definisce "norme generali e livelli essenziali delle prestazioni" della secondaria superiore, istituendo il sistema dei licei e un secondo canale formativo di competenza regionale. Tra le maggiori novità vi è la ripartizione tra insegnamenti obbligatori per tutti, insegnamenti obbligatori facoltativi e insegnamenti a scelta.
È possibile che questa modifica così rilevante possa essere improvvisata? Non si sa che sono stati già decisi gli organici del personale per il prossimo anno? Come mai si gioca la carta della anticipazione se nello stesso decreto 226 il Ministero prevedeva tempi di attivazione per l´anno scolastico 2007/08?
C´è poi il rischio che i nuovi indirizzi di studio sperimentali e i relativi titoli di studio siano privi di copertura giuridica, qualora le Regioni dovessero aver ragione nel sostenere l´arbitrarietà delle procedure di anticipazione decise dal Ministero. La presunta innovazione, com´è evidente, potrebbe rilevarsi solo una mera operazione di facciata o, peggio, un´operazione che mira a offuscare la credibilità della scuola pubblica, tanto più se si pensa che l´operazione è a costo zero per il Ministero.
Le scuole, infatti, dovrebbero realizzare tutto con le proprie risorse, già decurtate all´inizio dell´anno di un ulteriore 10 per cento (in fase previsionale). Sono le stesse scuole la cui autonomia si dice di difendere e che invece sono state fortemente penalizzate dall´ultima legge finanziaria la quale impone tagli di spesa e gestione del bilancio con nuovi vincoli e impedimenti amministrativi. Il personale della scuola che coltiva con orgoglio la propria professionalità, i genitori e gli alunni interessati ad una scuola che dia valori e speranza al futuro sono chiamati, nel rispetto delle leggi esistenti, a dar prova di compattezza e di solidarietà, a ridare slancio e credibilità ad una scuola che sia veicolo di promozione e di riscatto sociale per i giovani.
dirigente scolastico Itc "Giulio Cesare" di Bari


Last modified 2006-03-06 10:43
 

Powered by Plone, engineered by Mediatria

This site conforms to the following standards: