Scuole, niente riforma Moratti
La Repubblica - Milano - 5 marzo 2006
Unico sì arriva dall´istituto Moreschi, mercoledì il direttore regionale Dutto incontrerà i dirigenti per parlare di liceo musicale
Scuole, niente riforma Moratti
Presidi e docenti delle superiori stoppano la sperimentazione
"Troppo tardi, le iscrizioni sono già fatte"
TERESA MONESTIROLI
Le iscrizioni sono già chiuse; i tempi sono troppo stretti; i programmi ancora confusi: per questo le scuole milanesi rifiutano l´anticipo della riforma Moratti alle superiori. «È solo uno spot elettorale. Dietro tutta questa fretta c´è l´evidente intenzione di far vedere alla gente che la riforma della scuola è stata portata a termine» sintetizza Rodolfo Rossi, preside dell´istituto tecnico Giorgio, riportando, se non proprio testualmente, il pensiero di tanti colleghi.
E così, a un mese dal decreto ministeriale del 31 gennaio che offre a tutti gli istituti la possibilità di sperimentare in anticipo di un anno i nuovi otto licei ideati dalla Moratti (per tutti la riforma partirà nel settembre 2007), solo una è la scuola che ha dato la sua disponibilità a provare: l´istituto tecnico Moreschi, che il prossimo settembre inaugurerà il primo liceo economico della città. Tutte le altre scuole, al momento, non sono interessate. E in molti istituti il collegio dei docenti ha bocciato qualsiasi forma di sperimentazione. «Ho convocato immediatamente il collegio - spiega Ave Ponzielli, a capo dell´istituto tecnico Galvani - e la decisione è stata unanime: nessuno è disposto a fare questo salto nel buio. Non è ancora chiaro che cosa andranno a fare questi ragazzi alla fine del percorso di studi». «Come si fa a iniziare un cammino che non si sa come andrà a finire? - si domanda Bruna Sinnone, preside del tecnico Besta - Non si capisce con che titolo di studio usciranno gli studenti: come liceali o come ragionieri?». Le perplessità non riguardano solo gli sbocchi professionali, ma soprattutto i tempi di applicazione di una riforma che ha ancora «troppi punti poco chiari». Per i presidi la preoccupazione maggiore ora sono le famiglie che hanno iscritto i figli al vecchio modello di scuola. «Come facciamo a modificare l´offerta formativa a marzo? Richiamiamo tutti i genitori spiegandogli che abbiamo cambiato idea?» sbuffano i dirigenti.
Trova così larghissimo consenso l´invito dell´assessore all´Istruzione Sandro Barzaghi «a riflettere con attenzione sulle gravi conseguenze derivanti da un´eventuale adesione alle cosiddette innovazioni». Una raccomandazione scritta in una lettera arrivata ieri a tutti i presidi delle superiori. «Con questo decreto - prosegue Barzaghi - si sollecitano i collegi a intraprendere una strada che è più un salto nel buio che una risposta ai reali problemi». Per discutere sulla delicata questione martedì Barzaghi incontrerà tutti gli assessori provinciali della Lombardia per un confronto, mentre ha già chiesto al direttore scolastico regionale Mario Dutto un colloquio. «Sto valutando la possibilità di fare un ricorso per il conflitto di competenze. Questo decreto scavalca e annulla il ruolo delle province oltre a svilire la stessa autonomia scolastica». Da parte sua invece il direttore Dutto ha garantito ai dirigenti interessati una serie di incontri ad hoc per supportare chiunque abbia intenzione di testare la riforma. Il primo sarà mercoledì, si parlerà del liceo musicale.

