Dichiarazione
Dichiarazione di Francesco Scrima
Segretario Generale Cisl Scuola
Sulla base delle odierne dichiarazioni “in progress” del Ministro Moratti e delle Note di Agenzia, la CISL Scuola mantiene inalterato il proprio giudizio negativo sia sul decreto concernente il “secondo ciclo” che sul decreto relativo alla “formazione dei docenti” rispetto ai quali i nodi problematici già ampiamente evidenziati restano ancora irrisolti.
Essi riguardano:
a) relativamente al decreto sul “secondo ciclo”
la precocità della scelta tra il canale liceale e quello dell’istruzione e formazione professionale, collocata all’uscita del primo ciclo, un’età (13 anni) nella quale i progetti di vita e le aspirazioni dei giovani studenti non possono essere chiari;
la non comparabilità degli esiti dei licei e della formazione professionale - mantenendo sostanzialmente diversificati i due percorsi - rende poco credibile e difficilmente praticabile l’utilizzo dello strumento delle “passerelle” e dei “rientri”;
la dichiarata “pari dignità” dei due percorsi è destinata - conseguentemente - a rimanere una mera opzione di principio con il prevedibile risultato dell’accentuazione del carattere di selezione sociale legata alla scelta dei percorsi medesimi.
La CISL Scuola denuncia, inoltre, l’assoluta mancanza - nel decreto - di garanzie per il personale e per l’utenza con la gravissima esclusione da questa operazione del ruolo e delle prerogative del sindacato, quale soggetto di rappresentanza e tutela dei lavoratori della scuola e della formazione professionale.
b) relativamente al decreto sulla “formazione iniziale dei docenti”
la prefigurazione dell’eccesso di delega per lo stretto collegamento tra formazione iniziale e reclutamento;
la mancata previsione di una fase transitoria, finalizzata non solo al graduale passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento ma anche alla soluzione del problema del precariato;
il totale affidamento alle università del monopolio della formazione iniziale e dell’aggiornamento di 800mila docenti corre seri rischi di praticabilità, alla luce anche delle recenti e pregresse esperienze in merito alla gestione delle abilitazioni e delle specializzazioni.
Quale attendibilità si chiede infine la CISL Scuola può avere il proposito di una programmazione triennale del fabbisogno di docenti, quando l’esperienza ci dimostra quante e quali difficoltà il MIUR annualmente incontra nella definizione degli organici endemicamente sfalsata tra “diritto” e “fatto”?
Roma, 14 ottobre 2005

