Approvati dal governo due decreti di riforma
Approvati dal governo due decreti di riforma
E così, alla fine il Consiglio dei Ministri ha approvato i due decreti sull’attuazione della riforma del secondo ciclo dell’istruzione e sui meccanismi di formazione e di reclutamento degli insegnanti.
Cade nel vuoto il segnale lanciato dalla conferenza unificata Stato-Regioni con il proprio parere contrario, così come rimangono ignorate le proteste e le rivendicazioni dei precari, che chiedevano e chiedono il riconoscimento della loro dignità umana e professionale. Nel complesso, rimangono inascoltate le obiezioni, le critiche, le perplessità avanzate dall’intero mondo della scuola.
A questo punto, la domanda che ci si dovrebbe e potrebbe porre è: che cosa resta, tirate le somme, dei tanti proclami mediatici della Moratti?
Ciò che resta, a mio giudizio, è un’idea di scuola piccola piccola, per di più senza risorse. Resta una visione angusta, senza prospettiva e incapace di guardare al futuro in termini progettuali.
Sarebbero questi i risultati di una svolta che era stata presentata come epocale?
Alba Sasso
14 ottobre 2005

