Una riforma virtuale

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di Massimo Di Menna, segretario della Uil Scuola

14.10.05

Riforma secondo ciclo dell’istruzione

Di Menna : Una riforma ‘virtuale’
Lo slittamento al 2007 previsto dal decreto deve essere utilizzato per giungere ad una riforma condivisa che l’Italia attende da più di quarant’anni

Una riforma ‘virtuale’ - commenta Massimo Di Menna, segretario della Uil Scuola a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto del secondo ciclo di istruzione e formazione.

In questo contesto la sperimentazione al 2006 non è praticabile e rischia di amplificare la separatezza tra sistema dei licei e sistema dell’istruzione professionale.

Dal quadro tracciato dal decreto mancano completamente gli istituti professionali: il decreto non li regolamenta e rimanda alle Regioni. Ci si domanda che fine faranno questi istituti? Quali sono i compiti dello Stato e quali quelli delle Regioni? Ci sono garanzie di stabilità e professionali per tutto il personale?

Lo spostamento al 2007 deve servire a rivedere le cose che non vanno - rilancia il segretario della Uil Scuola - in particolare il sistema duale, la scelta precoce. Il sistema scolastico e formativo deve dare a tutti i ragazzi, anche attraverso un sistema integrato, una solida cultura di base.

Per la definizione delle competenze, chi fa che cosa tra Stato e Regioni - chiarisce Di Menna -il confronto deve essere triangolare con la presenza attiva del sindacato. Per la Uil Scuola il sistema dell’istruzione deve avere un impianto nazionale. Sarebbe negativo ipotizzare tanti sistemi scolastici quante sono le regioni. Solleciteremo un vero negoziato e risposte concrete per dare certezze e stabilità a tutti gli insegnanti (licei, istituti tecnici e professionali)

Per il prossimo anno scolastico non sono previsti cambiamenti - aggiunge il segretario della Uil Scuola - i ragazzi che dovranno fare le pre-iscrizioni quest’anno lo faranno sulla base dell’attuale ordinamento con un ciclo di studi che resterà invariato per i cinque anni. Tutto partirà dal 2007 - 2008.

E’ un periodo di tempo che andrà utilizzato proficuamente, per aprire un confronto ampio e concreto, per giungere ad una riforma condivisa che l’Italia attende da più di quarant’anni.

 


Last modified 2006-06-13 21:03
 

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