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"Varati due decreti destinati a creare per un breve periodo disordine e incertezza nella scuola".

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di maria Chiara Acciarini, Senatrice DS della VII Coommmissione Istruzione

17 ottobre 2005 - Ufficio Stampa DS

"Varati due decreti destinati a creare per un breve periodo disordine e incertezza nella scuola".

"Escono oggi due decreti destinati per un breve periodo, fino alle prossime elezioni, a creare disordine e incertezza nella scuola. Letizia Moratti arriva sola alla meta senza risorse finanziarie, né consenso, né programmi per un'idea organica di riforma". E' quanto dichiara Maria Chiara Acciarini, capogruppo Ds nella commissione Istruzione di Palazzo Madama.

"Senza ascoltare la Conferenza stato-regioni, i parlamentari dell'opposizione, i sindacati degli insegnanti, gli studenti - spiega Acciarini - Moratti arriva al traguardo di sfornare due decreti che per le loro caratteristiche getteranno la scuola italiana nell'incertezza e nel disordine. Il primo, quello sulla secondaria superiore, ha la caratteristica di ribadire tutte le negatività già sottolineate: abbassamento dell'obbligo scolastico, rigida divisione tra licei e formazione professionale, confusione assoluta nel ruolo dell'istruzione tecnica. Opponendosi testardamente a quanto osservato dalla Conferenza Stato-regioni che aveva chiesto programmazione, risorse e concertazione, Letizia Moratti avvia una sperimentazione che non ha nulla della vera sperimentazione, nata dall'autonomia delle scuole, e si affida alle simpatie delle regioni governate dal centrodestra. E' serio avviare così la scuola italiana verso un percorso quanto mai disarticolato?

Il secondo decreto, quello sugli insegnanti - continua la senatrice della Quercia - si occupa della formazione e del reclutamento senza tenere conto minimamente del precariato docente attualmente in servizio, per il quale continuano a mancare il piano di assunzioni e le condizioni per trasformare il rapporto di lavoro precario in rapporto stabilizzato.

Inoltre il decreto configura tre tipi di precari, quello cosiddetti storici, gli abilitati Ssis e i futuri neolaureati magistrali, senza preoccuparsi minimamente di collegare tra loro queste differenti figure di docenti. Insomma, per la scuola italiana manca un'idea organica di riforma - conclude Acciarini - manca un rapporto corretto tra Stato e regioni come previsto dalla modifica del titolo V, mancano come sempre le risorse. A questo proposito basta ricordare che nella finanziaria non c'è un euro per il piano programmatico di attuazione".

 


Last modified 2006-06-13 21:03
 

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