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Sgomberato il liceo Democrito di Roma

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di Gli studenti del Democrito

Sgomberato il liceo Democrito di Roma

 

di Gli studenti del Democrito

 

DOCUMENTO SULLO SGOMBERO DEL LICEO DEMOCRITO DI ROMA

L’occupazione del liceo Democrito di Roma è avvenuta verso le ore 20.00 di venerdì 21 ottobre ’05 in risposta all’approvazione del secondo decreto attuativo della riforma dell’istruzione. Si vada a precisare che il giorno precedente c’era stato un primo tentativo di occupare il proprio liceo da parte degli studenti dove si è registrato un comportamento esemplare da parte delle forze dell’ordine. In seguito alla presa del liceo, dopo circa un’ora, vi è l’arrivo di una volante dei Carabinieri che si apposta davanti al liceo. In quel frangente su richiamo del bidello, residente in un immobile all’interno del perimetro della scuola, gli occupanti si accorgono di averlo chiuso involontariamente dentro il perimetro scolastico e successivamente tentano in diversi modi di forzare la catena con cui avevano chiuso il cancelletto d’entrata, non riuscendoci. La volante dei Carabinieri, avvisata dal bidello (che avvertiva solamente dell’occupazione da parte degli studenti), si accorge che lo stesso era chiuso all’interno del perimetro scolastico e avverte la Polizia dell’accaduto. Dopo vari tentativi gli studenti stessi accompagnano il bidello all’interno dell’edificio occupato per recuperare una rondella elettrica che sarebbe servita a rompere la catena; durante quest’operazione si allontana la volante dei Carabinieri. Preso il materiale, gli studenti rientrano nell’edificio e il bidello
va verso il cancelletto, in quel momento arrivano due volanti della Polizia che aspettano la rottura della catena da parte del bidello. Prego notare che gli agenti non sono intervenuti per “liberare” il bidello, ma è stato lui stesso a realizzare il taglio della catena e quindi la conseguente riapertura del cancelletto. Accortosi dell’arrivo della Polizia, due occupanti sono usciti dall’edificio e si sono avvicinati al cancelletto per cercare una mediazione con le forze dell’ordine. Appena entrate uno degli agenti, senza nemmeno aspettare parola da parte dei due mediatori, pronuncia questa frase “Andatevene via, che chi troviamo arrestiamo”. Sentita questa frase i due sono corsi indietro fino a rientrare all’interno del proprio liceo barricando anche l’ultimo accesso all’edificio.

-la Polizia sostiene di essere venuta a liberare il bidello intrappolato, per poi trovarsi sotto un fitto lancio di sedie che a portato al ferimento di uno degli agenti. In seguito a questi eventi hanno deciso di intervenire sugli occupanti tentando di sgomberare l’edificio.

I primi contatti verbali tra gli occupanti e gli agenti si hanno dalla porta d’accesso dell’atrio dove di solito si riuniscono gli studenti per la ricreazione. In quel frangente le forze dell’ordine erano sicuramente non minori a sei elementi, di cui quattro in divisa e due in borghese. Dei signori in borghese uno teneva in mano una videocamera per riprendere l’azione e uno degli agenti in divisa teneva in mano un mitra d’ordinanza. Il fugace dialogo è avvenuto dalla porta barricata, con il risultato di una difficile comprensione da entrambi le parti. Uno dei due agenti in divisa (non quello con la videocamera) parlando con uno degli occupanti (uno dei due mediatori di prima), lo avvisava anche gestualmente che gli occupanti dovevano abbandonare l’edificio entro due minuti e aprire la porta barricata dalla quale si stava effettuando il dialogo. In risposta all’agente c’è stata la richiesta di spostare il dialogo in un altro punto della scuola dove ci sarebbe stata più facile comprensione. Non c’è stata risposta a questa richiesta da parte del mediatore e successivamente gli agenti sono intervenuti provando ad entrare nell’edificio da prima provando a sfondare una finestra con il calcio del mitra per poi fare pressione sulla porta barricata riuscendo dopo vari tentativi ad aprirla. Durante l’intervento delle forze dell’ordine una parte degli studenti è fuggita dalle porte del p
rimo e del secondo piano (lato sinistro rispetto le scale), una minoranza si è allontanata dalle finestre del piano terra interne alle classi. In questo frangente di fuga generale due occupanti, presi dal panico, si sono lanciati dalle finestre del primo piano planando sulle serrande e rompendole ma fortunatamente senza riportare lesioni. Nella fuga generale c’è stata la rottura di alcuni suppellettili sia da parte degli occupanti che delle forze dell’ordine che sono riuscite a fermare, in maniera al quanto violenta, sei persone di cui uno maggiorenne.

-la Polizia sostiene di aver avuto un dialogo corretto con noi prima di intervenire. Ricordiamoci inoltre la loro intenzione iniziale di non intervenire contro gli occupanti, allora come giustificano la presenza di una telecamera? Si parla di tre agenti in prognosi, come hanno potuto fare le identificazioni se si erano feriti? “le ferite” non hanno impedito alle forze dell’ordine di agire tranquillamente nell’identificazione dei fermi e ricordiamo che sono passate circa tre ore da quando avevano compiuto l’azione (per circa 3 ore sono rimasti con lancinanti dolori?).

Quattro dei sei fermi sono stati identificati all’interno della penultima classe del primo piano e gli altri due (se sono stati identificati) all’interno del bagno del piano stesso. Durante la perquisizione avvenuta tra le urla degli agenti, c’è stato l’accanimento verso uno dei fermi (minorenne). Alla richiesta di alzare le mani un agente scaglia uno schiaffo dietro la nuca del fermato perché secondo lui non aveva alzato adeguatamente le mani. Alla richiesta di presa visone dei documenti e per il mancato possesso, lo stesso studente colpito precedentemente riceve un altro schiaffo, stavolta sul volto. In seguito il minore è stato fatto spogliare completamente e davanti agli altri fermi gli anno fatto fare cinque flessioni. Nella stanza era presente anche l’agente donna che è stata allontanata in ritardo. Successivamente a questo è intervenuto un genitore e progressivamente sono giunti anche gli altri famigliari dei fermati. Lo sgombero è avvenuto circa alle 23.00 del giorno stesso e i fermati sono stati progressivamente rilasciati di lì a due ore. Le accuse hai fermati sono: Resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni.

Gli studenti del liceo Democrito sostengono che i sei fermi siano solamente il capro espiatorio e che gli siano state imputate accuse del quale non sono imputabili. Sostengono inoltre che una parte dei danneggiamenti (Tra l’altro non ingenti) sia dovuta all’intervento irruento da parte delle forze dell’ordine e che non ci sia stato nessun attacco fisico finalizzato a ferire uno di esse (lancio di sedie totalmente inventato). Ricordiamo ancora che il bidello non è stato “liberato” dalle forze dell’ordine ma inizialmente tramite il nostro aiuto è riuscito a munirsi di frullino elettrico che si trovava all’interno dell’edificio occupato (se avete dubbi chiedete a lui stesso), lui stesso è testimone del fatto che non è avvenuto nessun lancio di sedie all’arrivo degli agenti. “Chi prendiamo arrestiamo” frase detta all’inizio dell’azione da parte di uno degli agenti ci deve far riflettere sul reale tentativo da parte delle forze dell’ordine.

 

Roma, 27 ottobre 2005

 

 


Last modified 2005-11-03 22:43
 

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