Il sesso degli angeli e la LIP
La fatica e il sudore di parlare del sesso degli angeli.
Mentre
la nostra scuola cade a pezzi davanti alla violenza dello tsunami
culturale portato avanti dalle politiche di turno, forse parlare del
sesso degli angeli e del 6% del PIL, ci fa rimanere nell’ambito
terrestre. Quel paradiso terrestre al quale Adamo ed Eva anelano,
provando ad immaginare una condizione migliore di quella che si trovano
costretti a vivere.
Durante tutto il percorso di elaborazione
della Legge d’Iniziativa Popolare, (circa un anno) fatto di bozze e
controbozze, assemblee piccole, grandi, medie e minuscole, confronti e
anche accesi dibattiti, discutere di sesso degli angeli ha fatto
spuntare le ali a tutti i partecipanti, pur incapaci di prendere il
volo a causa della “gravità” terrestre.
Discutere di sesso degli
angeli, ci ha fatto rendere conto che non era possibile porre
semplicemente la fiducia in questo o quel governo, ma era necessario
che l’idea della scuola che vogliamo fosse chiara e inequivocabile.
Discutere
di sesso degli angeli, ci ha fatto ritrovare le forze dentro le nostre
scuole, per difendere la scuola della Repubblica, per trovare la forza
di scavalcare gli ostacoli che ogni giorno genitori, insegnanti e
studenti devono affrontare.
Discutere del sesso degli angeli,
ci ha posto nella condizione di confrontare le diverse esperienze
scolastiche e realizzare che di fatto la mercificazione e il libero
mercato ha già colonizzato la nostra scuola, molto prima della Sig.ra
Brichetto.
Parlare di sesso degli angeli nel quotidiano, mi ha
permesso di abbattere il muro che esisteva tra me genitore e gli
insegnanti, di non firmare le pagelle riformate dei miei figli , di non
portarli a scuola per non fargli fare i test INVALSI.
Parlare di
sesso degli angeli… mi ha fatto riflettere molto su quanto nella nostra
scuola sia ancora difficile fare dibattito, spesso si preferisce tirare
avanti.
E infine… quanto sia importante e sempre più necessario
che qualsiasi decisione sulla scuola, passi solo attraverso la scuola,
attraverso quelli che la vivono tutti i giorni e troppo spesso la
subiscono.
Scusate se è troppo o troppo poco….
Ora rimane alla politica, la responsabilità di fare di un vero percorso democratico, buon uso.
Alle scuole uno spunto di riflessione e discussione, la dove la scuola soffre spesso anche di silenzi.
A chi ha partecipato alla sua crescita e a chi comunque la condivide, di accompagnarla nel suo cammino.
Napoli, 22 novembre 2006
Barbara Pianta Lopis

