MINISTRO FIORONI E STAFF:NON SONO PRUDENTI E REALISTI, SONO PERICOLOSI. OCCORRE FERMARLI: DIMISSIONIAMOLI!
MINISTRO FIORONI E STAFF:NON SONO PRUDENTI E REALISTI, SONO PERICOLOSI.
OCCORRE FERMARLI: DIMISSIONIAMOLI!
Io penso che il tempo concesso a questo ministro, e al suo qualificato
staff, per dare un segnale in controtendenza rispetto all’idea di
scuola della Moratti sia ormai abbondantemente scaduto. E non ne faccio
una questione semplicemente temporale, perché se uno si impegna, di
tempo sono disposto a concederne molto di più, ma mi devono venire dei
segnali di questo impegno.
Da questo Ministro e dal suo Vice di
segnali in controtendenza rispetto alla Moratti non ne sono venuti,
anzi, l’azione di questo governo pare in sommessa continuità con quanto
fatto dalla Moratti. Addirittura su alcune questioni ci si è spinti
anche oltre, se pensiamo ai finanziamenti alle private, agli anticipi
nelle scuole del primo ciclo e l’ultima chicca delle Scuole come
Fondazioni, con l’ingresso delle imprese nella loro gestione (chiedete
agli inglesi cosa sono le Academies).
Con questo penso che la
misura sia colma e sia arrivato il tempo di correre ai ripari. Se
questa proposta l’avesse avanzata la Moratti, non solo sarebbe esplosa
una querelle memorabile, ma la reazione del cosiddetto movimento
sarebbe stata pronta e risoluta. Invece.
Che dire poi di questo
progetto d’ascolto clandestino, secretato fin dal suo nascere con un
decreto del 5 luglio che ancora oggi è difficile reperire, e di cui non
si conoscono i dettagli se non il campione di scuole prescelte e una
sorta di vademecum per la compilazione dei questionari che non sono per
niente noti. Si sa però che si tratta di questionari con domande a
scelta multipla in cui gli esperti responsabili (chi sono? boh? proprio
come la Moratti!) hanno riassunto non le “possibili risposte” ma le
“risposte possibili”, bella democrazia davvero. E’ questa l’idea di
dialogo che ha questo ministro?
Le stranezze però non finiscono qui se osservate il campione vi accorgete di altre cose poco comprensibili.
L’Emilia
Romagna (4 milioni di ab., 9 prov.) e la Toscana (3,5 milioni di ab.,
10 prov.) hanno rispettivamente 43 e 41 scuole nel campione, mentre la
Campania (5,7 milioni di ab. 5 prov.) ne ha 102, la Sicilia (5 milioni
di ab., 9 prov.) ne ha 88; che proporzione è?Forse una ragione
statistica ci sarà, ma non si è voluto socializzarla oppure … è
inconfessabile.
Altra stranezza: le scuole superiori della provincia
di Modena scelte nel campione sono tre, un ITI, un IPIA e un IPSCT, e
in tutta la regione gli unici licei prescelti nel campione sono a
Ferrara un LC e un LS (il terzo di FE è un omnicomprensivo). Bah, forse
che la tradizione liceale ferrarese è particolarmente significativa?
Altra
cosa strana: per rispondere alle domande dei questionari segreti
occorrerà farlo in rete (sic) entrando con una password, quindi attenti
a cosa rispondete, il Grande Fratello e la Grande Sorella incombono!
Altro che anonimato.
Queste stranezze però non sono nulla rispetto
alla assoluta sfasatura tra il dialogo con il popolo della scuola
(docenti, studenti, ATA, genitori e, perché no, dirigenti) che tutti ci
aspettavamo e questa consultazione di regime, chiusa sia nelle risposte
sia nel respiro democratico che la sottende.
Io penso che noi dobbiamo dare un messaggio netto e chiaro:
AD UNA TALE CONSULTAZIONE ANTIDEMOCRATICA NON SI RISPONDE!!!!
Propongo
di preparare e diffondere volantini che raggiungano il maggior numero
possibile di scuole del campione esortando a non rispondere a tali
domande con risposte già preconfezionate.
Sono già tante le
ragioni di dissenso accumulate nei confronti dell’operato di questo
ministero. Penso che ce ne siano abbastanza per dire non solo che
questa politica scolastica è inadeguata, ma dico senza esitazione
pericolosa, vista la deriva privatistica che l’assimilazione alle
fondazioni porta con sé.
Occorre rompere ogni indugio:
questo ministro e il suo staff non sono quello di cui la scuola italiana ha bisogno,
DEVONO ANDARSENE!
Propongo
che incominci da subito una campagna di sfiducia a questo ministero,
per una nuova direzione che rappresenti davvero quella svolta che il
popolo della scuola si aspettava.
Al governo deve giungere forte e chiaro il messaggio che sulla scuola occorre una netta inversione di tendenza.
Questo silenzio esangue non ci farà mai diventare maggioranza.
Carpi, 14 gennaio 2007
Francesco Mele


