Francia: riforma pronta all'uso.
di Emiliano Lombardi
Da quando è stata varata la legge 53 il governo Moratti
ha più volte cambiato versione annunciando le norme attuative. Ancora
pochi giorni fa ha rifatto le stesse sceneggiate con il decreto sulle
secondarie superiori. Il giorno prima ( il 13 gennaio) il suo omologo
francese Fillon aveva annunciato il varo della riforma d’oltralpe.
Ebbene
andate sul sito www.loi.ecole.gouv.fr .
E’ il sito che il governo
francese ha dedicato alla loi d’orientation, la riforma scolastica
d’oltralpe. Lì troverete ragioni, obiettivi, finalità e punti salienti
della riforma.
Ma soprattutto troverete il testo del progetto di legge.
E non solo: troverete anche ad ogni passaggio riformatore del testo i
link con la normativa precedente (il code d’éducation) su cui
interviene il cambiamento.
Il fatto è che il governo francese ha
fatto una precisa distinzione tra quello che era il momento del
dibattito, dell’inchiesta e delle ipotesi e quello che era il momento
delle scelte e delle decisioni . C’è voluto un anno e mezzo per fare un
dibattito sulla riforma ( 17.000 assemblee!) e per sintetizzarlo in
relazioni,documenti e proposte. Poi il governo è passato alla legge e
in tre mesi l’ha approntata, messa per iscritto e presentata
assumendosi la responsabilità delle scelte, nel bene e nel male.
Naturalmente
non tutte le cose emerse dal dibattito, che saranno state anche
contraddittorie, saranno soddisfatte dalla legge. Anzi, dal momento che
la commissione che ha curato il dibattito era indipendente dal governo
e largamente rappresentativa, anche di settori politici e sociali che
si oppongono al governo, neppure tutti i suggerimenti della commissione
sono stati rispettati. E non mancano già le polemiche con i sindacati o
con i soggetti politici dell’opposizione.
Ma almeno oggi in Francia
tutti discutono su proposte concrete, così come prima hanno discusso su
ipotesi differenti
E il governo francese è anch’esso un governo di
Centro-destra. Ma evidentemente c’è destra e destra. C’è stile e stile.
E la classe non è acqua!
Fuor di polemica, vale la pena di visitare
il sito non solo per un confronto tra stili ma anche per un confronto
nel merito delle due riforme.

