DIMISSIONI!
DIMISSIONI!
Da qualche giorno siamo stati informati che il 25 e 26 gennaio p.v. in un
campione di scuole italiane saranno somministrati per via telematica
dei questionari, indirizzati a studenti, personale scolastico e
genitori, attraverso i quali il Ministero intende realizzare una
significativa consultazione del mondo della scuola su una non ben
precisata serie di argomenti. I questionari, sui quali vige il più
assoluto riserbo, come fossero prove d'esame, richiederanno una
password d'accesso per essere compilati, con buona pace della privacy
dei consultati.
"Sei d'accordo con la politica della UE in
campo educativo?", "Cosa ne pensi delle ore di compresenza?", "Che
differenza c'è tra il vecchio Tempo Pieno e le 27+3+10 della Moratti?",
"Cosa significa per te autonomia scolastica?", "Preferisci le
Indicazioni nazionali o i Programmi Nazionali? Perchè?", "Pensi che
siano meglio schede di valutazione uguali su tutto il territorio
nazionale?", "Cosa vuol dire obbligo scolastico?"....
Credete che saranno queste le domande del questionario preparato dal ministero?
Saranno
test a scelta multipla, vale a dire a risposta chiusa (la famosa
crocetta) su una delle diverse opzioni proposte. Ciò significa che sono
già state previste tutte le risposte possibili - e plausibili
nell'ottica del ministero - e che il dialogo democratico che la scuola
sta aspettando di aprire da 10 anni, di fatto, viene negato una volta
di più. E trasformato in un freddo e sterile interrogatorio.
La misura è quasi colma.
Visto
che abbiamo tanta paura che il governo cada, concentriamoci sul
ministro. Il suo comportamento non ha più alcuna ragione di essere
giustificato, nè ha ormai più senso l'atteggiamento attendista che
tutti e tutte abbiamo più o meno a malincuore accettato di tenere nei
primi mesi della nuova gestione ministeriale.
E' evidente che la
strada che Fioroni e il suo staff intendono percorrere è in piena
continuità con quella tracciata dalla Moratti, anzi, se possibile, si
stanno compiendo scelte anche peggiori e più gravi contro la scuola
pubblica ed il diritto allo studio, nella piena convinzione che, tanto,
il popolo della scuola ed i sindacati non attaccheranno mai il governo
"amico" con la stessa veemenza e forza dimostrata nei confronti del
centrodestra.
Abbiamo aspettato, nella speranza di vedere che
almeno le scelte prive di ricadute finanziarie, ma assai significative
dal punto di vista ideologico e valoriale, venivano realizzate.
Speravamo ci venisse mostrato un piano a lungo termine, che ci avrebbe
portato ad accettare i sacrifici di oggi in nome di prospettive future
condivise.
E invece nulla.
Nulla se non un
atteggiamento ambiguo e furbesco, una malizia nel prendere le decisioni
che dipende da una conoscenza del mondo della scuola più raffinata di
quella della Moratti, e quindi studiata appositamente per creare
sconcerto, demoralizzazione e silenzio. Dopo la sfrontataggine dei
politici di centrodestra, ecco arrivare la malafede?
Come
insegnante e genitore mi sento tradita, offesa e indignata non solo per
la gravità delle scelte che si sono compiute e che si stanno compiendo,
ma anche per l'atteggiamento ipocrita e ingannevole che ingenuamente
speravo di non dover fronteggiare in presenza di un governo di
centrosinistra. Un governo che non solo ha tradito tutte le promesse
fatte in politica scolastica prima delle elezioni, ma che ha rinunciato
anche all'atteggiamento di dialogo e di coinvolgimento democratico che
doveva essere la vera cifra del cambiamento. Un governo che si è
appropriato delle parole con cui parliamo di scuola, per stravolgerne
il significato.
Non credo ci siano altre soluzioni che chiedere le dimissioni di questo ministro e di tutto il suo staff.
"Non
vogliamo che la scuola senta più la necessità di scendere in piazza",
hanno detto fin dagli esordi Fioroni e Bastico, "ci sarà un vero
dialogo con le scuole e le loro diverse componenti". Il tutto è finito
in una misera presa in giro. Il dialogo si è trasformato in un
silenzioso e meccanico virtual game pilotato dal ministero.
La
ridicola consultazione che si preparano a realizzare è un insulto non
solo al buon senso, ma alla nostra intelligenza di cittadini. Il
silenzio che ha circondato l'iniziativa, inoltre, la rende
ulteriormente sospetta. Nemmeno nelle scuole prescelte se ne sa nulla,
o quasi, tutti sono in attesa delle riunioni informative dei prossimi
giorni.
Se la consultazione è stata decretata il 5 luglio,
perchè non farne parola per 6 mesi, e poi informarne con estrema
vaghezza gli attori a soli 10 giorni dalla realizzazione?
Mi
sorge spontaneo il confronto con un'altra consultazione, altrettanto
inutile, fasulla e opportunistica realizzata dalla regione E.R. ai
tempi in cui era assessore l'attuale viceministro Bastico. Oggetto era
il grado di soddisfazione dei docenti coinvolti nei percorsi integrati.
Risultato: 88% del campione molto soddisfatto dei risultati ottenuti e
pronto a ripetere l'esperienza. Ad una mia domanda incredula relativa
al campione consultato, visto che la mia scuola non aveva ricevuto
alcun invito a partecipare, mi è stato risposto che navigando sul sito
apposito si poteva rispondere alle domande utilizzando l'apposita
password. Quando ho chiesto in quanti avevano aderito e risposto mi è
stato detto "il 10%" dei soggetti coinvolti nei percorsi regionali.
Alla faccia della democrazia!!! E quelli ottenuti si sarebbero dunque
potuti considerare dati significativi????
Evidentemente sì, dal
momento che i dati non sono stati modificati nella pubblicazione, nè è
stata segnalata la rilevanza del campione.
Propongo di
preparare un volantino ad hoc per informare tutti, docenti, genitori,
studenti e dirigenti dell'assurdità di questa consultazione. Non è
questo il modo in cui si deve aprire il dialogo e stimolare il
confronto partecipato del mondo della scuola.
Propongo di boicottare la consultazione, ma soprattutto di diffondere le motivazioni del boicottaggio!
Quanto
poi all'uscita del ministro Fioroni sulle Fondazioni durante il vertice
di Caserta, spontanea e quindi non giustificabile come al solito
accampando pressioni ricevute da chissà chi, la dice lunga sulle
intenzioni del ministero. La dice lunga sul tipo di scuola che hanno in
mente per noi il ministro e tutta la sua squadra.
La Moratti -
la Aprea - avevano almeno spudoratamente ammesso di voler cancellare
gli organi collegiali in vista della totale aziendalizzazione della
scuola. Fioroni, dal canto suo, dopo aver fatto tanto fumo attorno al
reintegro dell'aggettivo "pubblica" nella denominazione del suo
ministero, come giustifica il suo sostegno a questa malaugurata
prospettiva, nella quale chi vive la scuola (docenti, personale ATA,
studenti, genitori e dirigenti) non avrà più alcuna voce in capitolo
nella gestione di istituto? Come riuscirà a convincerci che la
democrazia deve passare attraverso la cancellazione dei consigli
d'istituto e la loro trasformazione in consigli d'amministrazione, nei
quali saranno invece rappresentati gli enti locali e le imprese che li
renderanno quindi succubi delle loro scelte? Sarebbe questa l'autonomia
scolastica?
Ma volete scommettere che Fioroni ci dirà che è l'Europa che ci chiede di allinearci in tal senso?
E chi è l'Europa?
E'
forse una manica di politici, che in collegamento con i centri di
potere economico e finanziario stanno decidendo, a dispetto di
qualunque elementare forma di condivisione democratica e senza alcuna
volontà e capacità di ascolto del corpo sociale, come dovrà essere la
scuola del futuro?
Peccato sia una scuola che l'Europa dei
cittadini non vuole, visto che conduce a risultati disastrosi dal punto
di vista sociale e culturale. Lo dimostrano le battaglie
dell'AntiAcademies Alliance che sta lottando duramente contro questa
prospettiva, scuola per scuola, in Inghilterra e dintorni, oppure i
documenti dei sindacati e dei movimenti di Spagna, Grecia, Francia...
Cominciamo
col chiedere le dimissioni di alcuni di quei signori, quelli di casa
nostra, che intendono imporci un modello di scuola che non condividiamo
ed ai quali in realtà non interessa per nulla sapere che cosa i
cittadini pensano della scuola.
Parma, 15 gennaio 2007
Roberta Roberti


